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Non c'e' + il futuro di una volta by Mind Map: Non c
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Non c'e' + il futuro di una volta

Libertà è/e partecipazione

Responsabilità creativa

Interdipendenza positiva

Etica del controllo dal basso

Riappropriazione delle opere di ingegno patrimonio comune

No brevetti assurdi

No copyright

Sì copyleft

Il web come spazio di apprendimento

Isoradio al tempo della wikinomics

Isoradio, il servizio radio attivo dal  1989, è passata dalla comunicazione topdown gestita centralmente alla micro produzione di contenuti via sms dei viaggiatori di tutte le reti autostradali interessate al servizio. L'informazione risulta così più capillare, effettivamente in tempo reale e molto più affidabile. I viaggiatori sono protagonisti della co-costruzione di informazione, condividono responsabilità e fiducia reciproca.  

Dalla comunicazione centralizzata alla co-costruzione dal basso

Dal desktop alle webapplications Un esempio della necessità di cambiare i nostri metamodelli è dato dalla progressiva obsolescenza degli applicativi desktop sostituiti dalle webapplications. Mentre si discute su come il Digital Divide traccia una linea netta tra coloro che utilizzano le tecnologie informatiche e i meno fortunati, un ulteriore Divide si sta attestando tra coloro che sanno utilizzare il web come piattaforma personale e i downloader. Il processo è iniziato con lo sviluppo di linguaggi di programmazione e tecnologie (Ajax, PHP, XML, Api)  che nel 2004 ha visto la nascita del Web 2.0, un web in cui è più facile diventare autori grazie ad interfacce semplici e orientate all'  user-generated content, alla remixability dei dati, al peering. L'utente prosumer si è impossessato delle armi e del destriero di Yennenga e ha conquistato il web. E' nata una epopea fatta di microcontenuti, blogs, condivisione, filtraggio collettivo  e validazione delle fonti  generate dal basso. I primi strumenti nati erano generalisti, orientati alla pubblicazione. Abbiamo visto lo sviluppo di social software che connettono le persone, le loro abitudini e i loro materiali in rete. Ora si stanno sviluppando applicazioni orientate alla produttività personale, che può essere o no condivisa e resa pubblica. Mi riferisco ad esempio a GoogleDocs, e alle centinaia di Tools per creare ed elaborare immagini, video, documenti, ecc. Possiamo generare a web documenti di vario formato lavorando direttamente via browser, senza aver bisogno di software specifici residenti sul nostro dispositivo hardware. Il desktop sta finendo. La mobilità delle persone e l'uso di devices diversi impone la scelta di applicativi che allineano i dati ovunque. Il webtop ha la dimensione sociale della costruzione collettiva connettiva della conoscenza: filtraggio collaborativo, la creazione, la manipolazione, la condivisione nell'economia del dono. Progressivamente stiamo passando dalla staticità della biblioteca personale al movimento verso le cose e verso gli altri. La metafora della cartella condivisa è obsoleta: oggi parliamo di spazi condivisi, una sorta di wiki di cartelle. Questi spazi condivisi consentiranno oltre che una semantica sociale anche di aggiungere, gestire, discutere, ri-distribuire. Cambiano le esigenze dell'utente e le funzionalità delle interfacce. I dispositivi Web-centrici dovranno piu' che aiutarci alla gestione dell'informazione alla gestione del sovraccarico dell'informazione e quindi ad aiutarci nell'attenzione. Infatti in un'epoca di creazione diffusa di contenuti  la risorsa indispensabile per le webapplications non sono la banda larga o la capacità di stoccaggio ma è l'attenzione, intesa come capacità delle applicazioni di fornirci chiavi di lettura e organizzazione della conoscenza. Stiamo passando dall'organizzazione spaziale di file statici, caratteristica esemplificata dalle cartelle nel nostro dispositivo hardware, alla gestione temporale di flussi di dati in divenire, che il Feed e la semantica a tempo indeterminato del  Tag ci consentono.

UGC

Partrecipazione come valore

Informazione frammentata

Collaborative filtering

Competenze cittadinanzadigitale

Portabili

Non legate a strumenti, software, ambienti, piattaforme, prassi, convenzioni

Non proprietarie

Un esempio problematizzante

Il nome della "cosa", Stop ai linguaggi proprietari

Vivere la complessità come valore

Vivere il divenire come stato permanente

Attitudine ad apprendere nella serendipity

Teemu Arina, Tradotto da Google Traslate

Multitasking come qualità eccelsa e non come problema

Fonti e suggestioni

Documenti reperibili on-line Carneiro R, Tarín L.,  Ouverture et apprentissage dans le monde d’aujourd’hui http://www.elearningpapers.eu/index.php?page=home&vol=8 eLearning Papers nº 8. Document PDF. 145 Kb. Ehlers U.,  Carneiro R, Les environnements d’apprentissage personnels, http://www.elearningpapers.eu/index.php?page=home&vol=9 eLearning Papers nº 9. Document PDF. 168 Kb Schaffert, S., Vuorikari R., Carneiro R., Ressources éducatives en libre accès, http://www.elearningpapers.eu/index.php?page=home&vol=10 eLearning Papers nº 10. Document PDF. 145 Kb.  Sitografia http://www.readwriteweb.com Il futuro del desktop, di Nova Spivack. Consultazione del 18 agosto 2008. http://www.apogeonline.com/webzine/2008/04/07/19/200804071901 Per una cultura tecnoterritoriale, di Giorgio Jannis. Consultazione del 12 agosto 2008. http://oa.mpg.de/openaccess-berlin/berlindeclaration.html Berlin Declaration. Consultazione del 20 settembre 2008. http://www.curriki.org Curriki, comunità di insegnanti che creano e condividono OER, e ragionano su un open source curriculum. Consultazione del 14 novembre 2008. http://www.wikieducator.org/OER_Handbook/educator_version_one/Introduction/Defining_OER Wiki Educator, definizione di OER. Consultazione del 13 novembre 2008. http://www.openarchives.org/ Open Archives Iniziative. Consultazione del 15 novembre 2008. http://ocw.mit.edu MIT OpenCourseware, ricca collezione di 1800 corsi aperti. Consultazione del 16 novembre 2008.