LA DESTRA E SINISTRA STORICA

LA DESTRA E LA SINISTRA STORICA

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LA DESTRA E SINISTRA STORICA by Mind Map: LA DESTRA E SINISTRA STORICA

1. Si chiama così perché in parlamento i suoi deputati sedevano alla destra del presidente ed erano i seguaci di Cavour.

2. Formata da: conservatori, monarchici e quei cattolici che sono favorevoli ad un accordo con la chiesa di Roma; la cui estrazione sociale e quella dei proprietari terrieri, tendenzialmente liberisti in economia. Sostenevano soprattutto gli ideali di Cavour.

3. Il primo chiamato DESTRA STORICA

4. Tra il 1861 e il 1887 l'Italia è governata da due schieramenti politici : la Destra e la Sinistra storica, che hanno partecipato alla costruzione del nuovo stato unitario

5. Dal 1861 al 1876

6. Tentò di creare un'Italia centralista, ma lo Stato era in crisi e perciò dovettero aumentare le tasse, soprattutto quella sul macinato. Ci furono molte proteste, ma la Destra continuò la sua politica. In Italia si quindi diffuse il malcontento e per questo scoppiò una violenta protesta nel meridione chiamata "brigantaggio", che il governo della Destra non capì e pensò solo a reprimere con la forza senza comprenderne le cause.

7. Rimase al potere fino al pareggio di bilancio ottenuto da Quintino Sella. Nel 1876 la Destra storica perse tutto l'appoggio e cadde, e al suo posto salì la Sinistra al governo.

8. Politica Estera, Stato Chiesa della destra: La questione romana: tentativo di annettere lo stato pontificio all'Italia, Rifiuto di Papa Pio IX con l'appoggio di Napoleone III. Nel 1864 l'Italia stipula nella "Concezione di Settembre" un accordo con la Francia perché questa ritiri le sue forze da Roma. Viene emanato Il "sillabo" di Pio IX, raccolta di ottanta proposizione che la chiesa condanna in modo assoluto come incompatibile con la dottrina cristiana. Nel 1871, dopo la presa di "Porta Pia", il governo italiano approva una serie di norme, la "Legge delle Guarentigie", che garantisce alla chiesa la piena libertà di culto e la piena sovranità sul Vaticano. Il Papa dichiara di essere prigioniero dello Stato italiano e vieta a tutti i cattolici qualsiasi forma di partecipazione alla vita politica con il Non Expedit.

9. Il brigantaggio: il governo l'affronta con l'occupazione militare e le leggi marziali. Con lo scopo di debellarlo, nel 1863 venne proposta la legge "pica". Venne riformato il sistema scolastico e fatti finanziamenti statali alle superiori.

10. Politica Interna della Destra storica: Situazione economica: dopo l'assunzione d'Italia (1861), la penisola verte in uno stato di difficile condizione economica. Il problema grave è quello della necessità di un pareggio del bilancio pubblico, la necessità di creare un mercato unificato, la realizzazione di una rete ferroviaria. Scelta economica: liberismo che conduce alla crisi della manifattura meridionale, mercato di sbocco per l'industria settentrionale. Si accentua il divario economico Nord-Sud. Politica fiscale: aumento del prelievo fiscale portò all'imposta sul macinato (1868) e ad un "corso forzoso" della banconota. Scelta politica: l'indirizzo centralistico portò l'estensione dello statuto Albertino in tutta Italia e all'istaurazione di prefetti. Situazione sociale: le differenze socio-economiche tra nord e sud portarono al problema della questione meridionale. C'erano, poi, il problema del brigantaggio, la questione della terra, la questione sanitaria e il ristretto suffragio per le notazione politiche.

11. Si chiamava così perché in parlamento i suoi deputati sedevano alla sinistra del presidente ed erano seguaci di Mazzini e Garibaldi.

12. La fase della Sinistra storica si concluse nel 1896 a seguito delle elezioni politiche. Il governo Depretis, infatti, si era spostato verso l'ala conservatrice del parlamento, incontrando i moderati più progressisti, che erano stati inglobati all'interno di una più grande coalizione.

13. Esponenti principali : Minghetti,Giolitti, Crispi, Zanardelli,Cairoli,Nicotera...

14. Il secondo chiamato SINISTRA STORICA

15. Dal 1876 al 1887

16. Formata da repubblicani e anticattolici; la cui estrazione sociale è quella degli intellettuali e dei professionisti; interessati alle condizioni di vita delle classi meno ricche, tendenzialmente protezionisti in economi. Credevano negli ideali di Mazzini e Garibaldi

17. esponenti principali: Ricasoli, Sella, Minghetti, Spaventa, Lanza, La Marmora, Visconti.

18. Sale al potere guidata da Agostino Depretis

19. La sinistra aveva sempre sostenuto la necessità di introdurre in Italia importanti riforme, ma in questo periodo la sua capacità di riforma si rivelò modesta, infatti la sinistra storica non fu in grado di porre rimedio alla crisi dell’agricoltura. Difatti in questo periodo le agricolture europee caddero in profonda crisi e la situazione di questo settore divenne oggetto di studio di una commissione di inchiesta affidata nel 1877 al senatore Stefano Jacini. Quest’ultimo denunciava l’arretratezza dei sistemi di coltivazione, la mancanza di investimento per le innovazioni e affermava che le condizioni di vita delle popolazioni rurali segnate da profonde malattie erano le stesso registrate nel 1861. Di fronte a questa situazione lo stesso Jacini presentava come unica soluzione un’immigrazione.

20. Depretis aveva l’obiettivo di rendere obbligatoria e gratuita la scuola elementare per tutti i cittadini poiché era stato registrato un analfabetismo della popolazione pari all’80%. Nel 1877 fu introdotta la legge Coppino che rendeva la scuola obbligatoria e gratuita fino ai 9 anni di età e prevedeva sanzioni per i genitori che non mandavano i figli a scuola. In molti luoghi questa legge non fu applicata a lungo. Nel 1882 ci fu una riforma elettorale che aumentò il numero degli elettori, in quanto per poter votare oltre alla maggiore età bisognava presentare il titolo di capacità, cioè la prova di analfabetismo.

21. A seguito della riforma elettorale si formarono i socialisti. A differenza di quanto avvenuto sotto al governo della Destra storica la sinistra decise di favorire lo sviluppo industriale infatti nel 1887 ci fu l’adozione di una tariffa doganale su tutti i prodotti esteri, che fu detta “tariffa generale” che fu appoggiata da un ampia maggioranza parlamentare. Ci fu una prima accelerazione dell’industria italiana che fu rallentata dall’aumento dei prezzi dei beni di prima necessità che danneggiò le classi sociali più povere che comportò un’eventuale emigrazione. Inoltre furono penalizzate le esportazioni.