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Contabilità e Bilancio Stato by Mind Map: Contabilità e Bilancio Stato
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Contabilità e Bilancio Stato

Rendiconto generale dello Stato

definizione

funzioni

ha natura

Organi

CIPE

ISAE

RGS

Dipartimenti

CDP (Cassa Depositi Prestiti)

tempi (Legge 208/ 1999)

DECISIONE  ANNUALE  DI  BILANCIO Tipo di documento Presentazione al Parlamento Natura Documento di programmazione economico-finanziaria (DPEF) entro il 30 giugno   previsionale Legge di approvazione del bilancio annuale di previsione e del bilancio pluriennale entro il 30 Settembre Legge finanziaria entro il 30 Settembre Relazione previsionale e programmatica entro il 30 Settembre Leggi collegate alla manovra finanziaria entro il 15 Novembre Legge annuale di assestamento del bilancio entro il 30 giugno concomitante Legge di rendiconto generale entro il 30 giugno successiva

30 giugno

30 aprile

trimestralmente

2 mesi dalla chiusura esercizio

2 mesi

1 anno

non oltre il 31 ottobre

4 mesi

entro 30 luglio

Rendiconti speciali

si dividono in conti

Normativa

RD 2440/ 1923

r.d. 23.05.1924, n. 827

Costituzione art. 81

Legge 468/ 1978

Legge 362/ 1988

Legge 94/ 1997

D.Lgs 300/ 1999

Legge 208/ 1999

D.Lgs 76/ 2000

D.Lgs 267/ 2000

DPR 97/ 2000

funzioni

informativa

giuridica

politica

economico-finanziaria

tipologie di bilancio

consuntivo

preventivo

Sistema di contabilità analitica

elementi cardine

da compiuta attuazione disposizioni d.lgs. n. 29/93, riassorbito dal d.lgs. n. 165/2001

rende compatibile il bilancio pubblico (Stato, PPAA)

ha valenza sostitutiva del fattore di inerzia del

tre momenti o fasi fondamentali

nuovi/ e

principi

I principi del bilancio Dal quadro relativo alle norme sul bilancio e la contabilità dello Stato, dal Dlgs 165/ 2001, dagli artt. 2423 e 2423 bis del codice civile e dalla dottrina giuridica ed economica, si rinvengono i seguenti principi contabili generali, cui devono uniformarsi i documenti contabili, sia previsionali che consuntivi, sia afferente le varie parti del budget sia del rendiconto generale, sia di carattere numerico sia di natura descrittiva. : a) Veridicità; b) Imparzialità; c) Significatività e rilevanza; d) Chiarezza o comprensibilità; e) Pubblicità; f) Annualità; g) Prudenza; h) Universalità; i) Integrità; j) Unità; k) Equilibrio di bilancio. a) Veridicità. La “veridicità” dei bilanci è un principio ormai riconosciuto a livello nazionale ed internazionale con riferimento a diverse tipologie di aziende. La veridicità di bilancio pubblico significa che si devono rispecchiare le reali condizioni delle operazioni di gestione oggetto della loro analisi. Per quanto concerne i bilanci previsionali essi devono riflettere le prevedibili conseguenze delle operazioni che si svolgeranno nel periodo futuro di riferimento. Si devono perciò evitare tanto le sottovalutazioni quanto le sopravvalutazioni delle singole poste che devono, invece, essere esposte solo dopo una rigorosa analisi. Per quanto concerne i documenti di rendicontazione essi devono fornire una veritiera rappresentazione della situazione economica, finanziaria e patrimoniale al termine del periodo conclusosi. Tale principio, interpretato in maniera letterale, si presta a facili critiche. Le previsioni hanno sempre un certo margine di incertezza e, quindi, non sono vere in assoluto. Queste, inoltre, possono essere più o meno prudenti e pertanto sorge il problema di definire il punto oltre il quale la prudenza diventa una alterazione artificiosa della valutazione. Il principio della veridicità deve, pertanto, essere considerato quale obiettivo a cui tendono i principi seguenti. b) Imparzialità. (neutralità) La imparzialità o neutralità deve essere presente in tutto il procedimento formativo del bilancio, sia di previsione sia consuntivo, soprattutto per quanto concerne gli elementi soggettivi. La presenza di elementi soggettivi di stima non è condizione per far venir meno l’imparzialità, la ragionevolezza e la verificabilità. Discernimento, oculatezza e giudizio sono alla base dei procedimenti di ragioneria a cui la preparazione dei documenti contabili deve informarsi e richiedono due requisiti essenziali: la competenza e l’onestà. L’imparzialità contabile va intesa come l’applicazione competente ed onesta del processo di formazione dei documenti contabili, che richiede discernimento, oculatezza e giudizio per quanto concerne gli elementi soggettivi. c) Significatività e rilevanza. Il bilancio deve esporre soprattutto quelle informazioni che hanno un effetto significativo e rilevante sui dati di bilancio o sul processo decisionale. Il procedimento di formazione del bilancio implica delle stime o previsioni. Pertanto, la correttezza dei dati di bilancio non si riferisce soltanto all’esattezza aritmetica, bensì alla correttezza economica, alla ragionevolezza, cioè al risultato attendibile che viene ottenuto dall’applicazione oculata ed onesta dei procedimenti di valutazione, di previsione e programmazione adottati nella stesura dei bilanci. Semplificazioni e arrotondamenti sono tecnicamente inevitabili e trovano il loro limite nel concetto di rilevanza; essi cioè non devono essere di portata tale da avere un effetto rilevante sui dati di bilancio e sul loro significato per i destinatari. d) Chiarezza o comprensibilità. Il principio della chiarezza o comprensibilità è rafforzativo del principio della veridicità, in quanto un documento contabile chiaro è, probabilmente, più veritiero. Affinché i bilanci rispondano a questo requisito è necessaria una semplice e chiara classificazione delle poste finanziarie, economiche e patrimoniali ed, inoltre, una adeguata struttura di bilancio che ne faciliti la consultazione e renda evidenti le informazioni in esso contenute. Le classificazioni devono garantire contemporaneamente analiticità e sinteticità nell’esame dei fenomeni gestionali e nei valori da questi generati. Infatti, se la prima caratteristica è di fondamentale importanza per il controllo dell’organo politico su quello di governo, la seconda è indispensabile per rispettare il requisito della chiarezza. Grazie al principio della specializzazione, i documenti contabili possono essere letti sotto diversi profili a seconda degli aggregati che vengono considerati, garantendo così sinteticità ed, al tempo stesso, analiticità dell’informazione contenuta. e) Pubblicità. Corollario ai principi precedenti è quello della pubblicità. Affinché i bilanci assumano a pieno la loro valenza politica e giuridica devono essere resi pubblici, secondo le norme vigenti. f) Annualità. I bilanci devono essere predisposti periodicamente tenendo conto che l’unità temporale di riferimento è l’anno solare. L’attività amministrativa di tutti gli enti pubblici, come quella di ogni altra azienda, è unitaria nel tempo e non può essere frazionata, se non idealmente, in diversi periodi poiché è sostanzialmente continua. Tuttavia, per motivi tecnici ed amministrativi, anche nei documenti pluriennali, la gestione deve essere analizzata per intervalli regolari coincidenti con l’anno solare, essendo ormai questo l’arco di tempo universalmente accettato da tutti i sistemi contabili in Italia ed all’estero. Dal principio di annualità e di anno finanziario si passa al concetto economico-giuridico di esercizio finanziario; riguarda il complesso delle operazioni amministrative che si riferiscono ad un determinato anno finanziario ed è dato dall'insieme delle scelte operate. g) Prudenza. Il principio della prudenza si estrinseca sia nei bilanci previsionali sia in quelli di rendicontazione. Nei documenti previsionali, sia finanziari che economici, devono essere imputate solo le componenti positive che ragionevolmente saranno disponibili nel periodo successivo, mentre le componenti negative saranno limitate dalle risorse previste. Nei documenti di rendicontazione il principio della prudenza si estrinseca essenzialmente nella regola secondo la quale i proventi non realizzati non devono essere contabilizzati, mentre tutte le perdite, anche se non definitivamente realizzate, devono essere rendicontate. Il principio della prudenza non deve rappresentare l’arbitraria riduzione di entrate, proventi e patrimonio, bensì esprimere quella qualità di giudizi a cui deve informarsi il procedimento valutativo di formazione dei bilanci; ciò, soprattutto, nella ponderazione delle incertezze e dei rischi connessi con l’andamento operativo aziendale al fine di assicurare che ragionevoli stanziamenti vengano effettuati in previsione di perdite e passività reali e potenziali. h) Universalità. Con il requisito dell’universalità si intende la necessità di considerare nei documenti contabili tutte le grandezze finanziarie, patrimoniali ed economiche afferenti la gestione del singolo ente pubblico al fine di fornire un quadro fedele ed esauriente del complesso dell’attività amministrativa, vietando, nella sostanza, le gestioni fuori bilancio. i) Integrità. Questo principio, collegato in maniera inscindibile con il precedente, vieta che nel bilancio di previsione e nel rendiconto finanziario vengano iscritte delle entrate al netto delle relative spese sostenute per la riscossione e, viceversa, che siano iscritte delle spese ridotte delle correlative entrate. Con l’integrità si mira a dare una valutazione “lorda” dell’attività finanziaria dell’ente pubblico, evitando così che sfuggano alcune fonti di spesa. In questo modo, inoltre, si può disporre di dati esatti che consentono valutazioni di convenienza sui servizi pubblici erogati dalla specifica amministrazione. j) Unità. Lo Stato è una “entità” giuridica unica ed unitaria, pertanto deve essere unico il suo bilancio di previsione e unico il suo rendiconto. Tali documenti contabili non possono essere frazionati in maniera tale da destinare determinate fonti alla copertura di specifiche spese. È la massa delle entrate complessive che finanzia lo stato, ed è questo, poi, che sostiene la totalità della spese, salva diversa disposizione normativa. k) Equilibrio di bilancio. Le norme di contabilità pubblica traducono il “principio della copertura”, sancito dal comma 4 dell’articolo 81 della Costituzione, in modo strettamente ed esclusivamente finanziario, ossia imponendo, nella predisposizione dei bilanci finanziari di previsione, l’uguaglianza fra l’ammontare complessivo delle entrate e quello delle uscite. Anche la realizzazione dell’equilibrio economico è garanzia della capacità di perseguire le finalità istituzionali ed innovative in un mercato dinamico. L’equilibrio economico duraturo comporta necessariamente una stabilità anche finanziaria, ma non è sempre vero il contrario. La tendenza al pareggio economico, finanziario e patrimoniale dovrebbe essere posta come obiettivo minimale per il perseguimento delle finalità istituzionali nel tempo.  

struttura

due grandi parti

contrattualistica pubblica

  fonti normative in tema di contratti • autonomia negoziale - personalità giuridica • "contratti" - "convenzioni" • le procedure contrattuali • organi competenti • scelta del contraente • "soglie comunitarie" • parere consiglio di stato • principio delle "finalità" • principio della "certezza" • principio della "invarianza" • "congruità" della spesa • certificazione antimafia • stipulazione del contratto • approvazione del contratto • controlli tecnici: collaudo • esecuzione del contratto • sicurezza sul lavoro • pubblicità - accesso documentale - semplificazione • controlli "interni" • controlli "esterni"  

coordinate logico-giuridiche

sistema dei controlli (decreto legislativo n. 286 del 1999)

il decreto rappresenta una cornice normativa d'insieme dei controlli interni

di regolarità amministrativo contabile per i quali non sono invece previsti effettivi momenti di raccordo

gli organi addetti non sono esonerati, per i fatti illeciti conosciuti nell'ambito di tali funzioni, dall'obbligo di denunzia al Procuratore della Corte dei conti previsto dall'art. 1, comma 3, legge 14 gennaio n. 20 ed hanno tuttora l'obbligo di denuncia. Sono detti anche auditing finanziario-contabile

"gestionali" o "di gestione in senso stretto" per i quali è previsto uno svolgimento "in modo integrato"

gli addetti ai controlli "integrati" debbono riferire esclusivamente agli organi preposti alla direzione politica e alla gestione amministrativa, di tal che essi sono esonerati, per i fatti illeciti conosciuti nell'ambito di tali funzioni, dall'obbligo di denunzia al Procuratore della Corte dei conti previsto dall'art. 1, comma 3, legge 14 gennaio n. 20.

decreto legislativo n. 286 del 1999

"Riordino e potenziamento dei meccanismi e strumenti di monitoraggio e valutazione dei costi, dei rendimenti e dei risultati dell'attività svolta dalle amministrazioni pubbliche, a norma dell'art. 11 della legge 15.03.1997, n. 59"

di regolarità sulla "contrattazione integrativa"