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Presentazione generale del corso di Sociologia della comunicazione a.a. 2008-09 Prof.ssa Maria Giovanna Onorati by Mind Map: Presentazione generale del corso
di 
Sociologia della comunicazione

a.a. 2008-09 
Prof.ssa Maria Giovanna Onorati
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Presentazione generale del corso di Sociologia della comunicazione a.a. 2008-09 Prof.ssa Maria Giovanna Onorati

Una definizione classica della comunicazione (Lasswell, 1948)

Chi

Who, Comunicatore/Emittente

Dice cosa

What, Messaggio

A chi

Whom, Destinatario/Ricevente

La scuola di Francoforte

Nascita e suoi esponenti Obiettivi di studio Metodo micrologico della teoria critica

Attraverso quali canali

Where, Canale

Con quali effetti

What effects, Effetti

Perchè?

Why?

Limiti

Il processo è sono quindi assimetrico con un emittente attivo che produce uno stimolo e una destinatario passivo. La comunicazione è intenzionale ed è rivolta per ottenere un certo effetto. I ruoli dei comunicatori e destinatari sono isolati e indipendenti dai rapporti sociali.

Comunicazione come un percorso a senso unico, senza considerare l'elemento di feedback

Implicazioni in una prospettiva pragmatica

Fattori introdotti dalla prospettiva pragmatica

Razionalità

Ambiente

Vincoli della situazione

Interesse

I piani messi in gioco dalla comunicazione

Contenuto

Relazione

Affettivo

Introduzione del concetto generale di comunicazione in una prospettiva sociologica

Focalizzazione del rapporto tra comunicazione e azione sociale

Riflessione su

I due piani della comunicazione, Relazionale, Informale

Implicazioni da un punto di vista dell’azione sociale, Partecipare, Trasmettere

La comunicazione nella storia del pensiero sociologico

Centralità della comunicazione nelle teorie classiche dell’azione sociale

Max Weber

Il rapporto tra comunicazione e comportamento e il suo significato sociale

Ai 5 interrogativi di Lasswell se ne aggiungono altri inerenti:

Le relazioni sociali

Il contesto situazionale

I sistemi di credenze, valori e norme

Il bagaglio esperenziale

Gli schemi interpretativi e abiti d’azione

Teoria dell’informazione (Shannon e Weaver, 1949)

Guarda schema

Il modello drammaturgico di Goffman

Emittente (produce un) --> Messaggio (che viene codificato in) --> Segnale ( da apparato trasmittente diventa) --> Segnale trasmesso (da canale fisico verso) -->Ricettore (che riconverte messaggio per) --> Destinatario, Criticità: il rimore, cioè la presenza di disturbi lungo il canale che possono danneggiare i segnali

Le funzioni del discorso in Roman Jakobson

Guarda schema

Gli elementi della comunicazione, EMITTENTE, Funzioni della comunicazione, EMOTIVA, CONTESTO, Funzioni della comunicazione, REFERENZIALE, CONTATTO, Funzioni della comunicazione, FÀTICA, MESSAGGIO, Funzioni della comunicazione, POETICA, CODICE, Funzioni della comunicazione, METALINGUISTICA, DESTINATARIO, Funzioni della comunicazione, CONATIVA

NB: Esamineremo esempi di applicazione del modello di Jakobson a forme di comunicazione mediata

Elementi di Frame Analysis e suoi possibili usi

Che tipo di comunicazione prenderemo in considerazione?

La comunicazione interpersonale tra individui

Comunicazione diretta: il “faccia-a-faccia”

Comunicazione mediata

La comunicazione mass-mediatica su larga scala

Comunicazione e conoscenza

Gli schemi cognitivi

Concetti e categorie

Scripts

Plans

Aree di studio di un ideale complesso di comunicazione umana

Sintassi

La trasmissione dell’informazione, ovvero la codifica dei messaggi

Semantica

Il significato dei simboli che vengono trasmessi nell’interazione comunicativa

Pragmatica

Studiare la comunicazione nel suo contesto, La comunicazione influenza il comportamento, Tutto il comportamento è comunicazione

I messaggi della comunicazione umana si distinguono in due grandi categorie

Analogici o corporei

Comunicazione non verbale, Relazione

CON I SEGNALI ANALOGICI EMETTIAMO SOPRATTUTTO INFORMAZIONI SULLE INFORMAZIONI

Funzioni dei segni non verbali, Prosodica, Espressiva, Emotivo/affettiva, Relazionale, Metacomunicativa

Canali della comunicazione analogica, La mimica facciale, La postura, La gestualità, La prossemica, Vedi schema, La DISTANZA fisica tra noi e gli altri Istituisce anche una distanza simbolica distanza sociale e relazionale Jodorowsky

Digitali o numerici

Comunicazione verbale, Contenuto

CON I SEGNALI DIGITALI EMETTIAMO SOPRATTUTTO INFORMAZIONI

La comunicazione mediata

Teorie delle comunicazioni di massa

La nascita della communication research e suoi obiettivi

Principali fasi della ricerca sugli effetti dei media, Anni ’20 -’40: media onnipotenti (powerful media), in grado di piegare qualsiasi volontà (teoria ipodermica), Anni ’40 -’60: effetti limitati dei media, con la presenza di fattori intervenienti (teoria del flusso a due stadi, usi e gratifcazioni), Anni ’70: ritorno al potere dei media, effetti a lungo termine ( teoria della coltivazione, teoria della spirale del silenzio, teoria dell’agenda setting)

Teoria critica e ricerca amministrativa: POLEMICA LAZARSFELD /ADORNO

Studi DELLA PROPAGANDA e loro SFONDO TEORICO

Modello di comunicazione Oggetto di analisi Metodologie di ricerca e strumenti di rilevazione

Sull’opinione pubblica (Lippmann)

Sulla scelta politica (Lasswell)

Modello della persuasione e sfondo teorico (Hovland)

Quando nasce Le fasi della persuasione Il modello teorico alle spalle

Teoria degli effetti limitati e sua idea di fondo

Lazarsfeld, Katz, Berelson, Two step flow communication

Audience analysis: USES AND GRATIFICATIONS THEORY

Sfondo teorico, metodologia e strumenti di rilevazione, contesti pratici di applicazione Livelli di azione su cui si fonda questa teoria

I Postulati di Fiske

I Cultural studies

Raymond Williams e il concetto di “flusso”

Hall e la fruizione negoziata

I powerful media

ivalutare il potere dei media  in una prospettiva di tipo situazionista, e non ipodermica, e rivolta al tema della costruzione sociale della realtà «negli ultimi anni sessanta la guerra, la conflittualità politica, la crisi economica hanno contribuito a rendere il tessuto sociale più permeabile all’influenza dei mezzi di comunicazione» (su questo cfr. Carey J., 1978).

Teorie, La teoria della spirale del silenzio (Elizabeth Noelle Neumann allieva di Lazarsfeld), Agenda-setting(McCombs e Shaw 1972), La Cultivation theory