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Il web come spazio di apprendimento by Mind Map: Il web come spazio
di apprendimento
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Il web come spazio di apprendimento

Repository

Openarchives.eu (http://www.openarchives.eu) è un nuovo motore di ricerca multimediale chepermette di accedere a risorse aperte e gratuite pubblicate da università, musei, biblioteche, archivi e istituzioni di tutto il mondo. Il nuovo sistema è stato realizzato dalla Horizons Unlimited srl (Bologna) in collaborazione con la University of Illinois at Urbana Champaign. Openarchives.eu indicizza collezioni digitali di ogni tipo (documenti testuali, immagini, audio, video, animazioni, software, manoscritti digitalizzati, ecc.) distribuiti da istituzioni che rispettano il protocolloOAI-PMH (Open Archives Initiative - Protocol for Metadata Harvesting) lo standard emergente nel mondo delle biblioteche digitali (per informazioni vedi http://www.openarchives.org). Testo completo http://www.horizons.it/pagine/~files/File/Openarchives_eu_it.pdf   .

Berlin Declaration

OER:Open Educational Resources

OER: Open Educational Resources Le Open Educational Resources sono materiali per l'apprendimento che vengono distribuiti liberamente, con licenze CopyLeft che ne consentono la modifica e il riutilizzo. Troviamo in rete esempi di repository istituzionali, dove un ente o una istituzione crea il database dei materiali, oppure comunità di docenti e formatori che decidono di condividere le proprie produzioni. Un esempio è Curriki, che allinea la filiera produttiva dei materiali in standard open: software open source per la creazione, open access per la fruizione, open content per l'utilizzo. Curriki, non si ferma ai materiali ma lavora in una dimensione meta. I membri della comunità ragionano sul come creare un curricolo aperto. Una comunità che lavora in questa direzione è WikiEducator, che cerca di sviluppare il proprio percorso a livello internazionale. Sono due esempi di come la cultura wiki, della partecipazione e responsabilità, può far crescere la società. Quando vengono creati materiali per la condivisione e il riutilizzo uno dei problemi fondamentali è la loro metadatazione. Dobbiamo fornire i materiali di metadata di metainformazioni che ne consentano l'indicizzazione, la catalogazione, la reperibilità. I metadata sono semplicemente dei “dati sui dati”, ovvero la descrizione strutturata del contenuto. Un esempio di metadato vicino alla nostra esperienza è la scheda all’interno di un catalogo di una biblioteca: il titolo, l'autore, la localizzazione ed altre informazioni. Lo scopo della scheda è quello di classificare il libro all’interno di un’ampia collezione e consentirne la rintracciabilità senza che il lettore sia costretto a leggere tutti i libri per capire se contengono o no le informazioni che si cercano. Nel web, per l’aumento della complessità e delle grandezze, emerge la necessità di strutturare le informazioni. In breve, dobbiamo consentire che chi cerca possa trovarli e capire il loro contenuto senza sfogliare tutto il materiale. Un ente, una università può creare un proprio repository aperto attraverso la creazione di un Open Archive. Il problema degli Open Archive non è il costo. Esistono architetture software gratuite per la gestione del database, come DSpace, software open source per la gestione degli archivi aperti realizzato da MIT. Il problema è rappresentato dal cambio di paradigma che imporrebbe alle università la diffusione libera dei contenuti scientifici prodotti in percorsi di ricerca o per docenza da un lato e dall'altro un'attenta documentazione delle attività, attraverso anche registrazioni video, audio.

Esempio Curriki

Spazi condivisi co-costruiti

Lavagne condivise

Wikimindmap

Esperimento di Robin Good

GoogleDocs

Mappe Geografiche

OpenStreetmap

Comunità di apprendimento formali e informali

Wikinomics

Apertura “Peering”, cioè scambio Condivisione Azione globale Economia partecipativa http://www.wikinomics.com

Wikispaces, Wikispaces for Teachers

PLE

Personal Learning Environment, Mash-Up

Architetture partecipative

Dal Web Based Training all' e-learning 2.0, Quadro teorico, Connettivismo, Genius Loci (Principi connettivismo George Siemens 2006), Qui riferito al termine coniato da George Siemens nel 2005 ma anche al concetto dell' Intelligenza connettiva, Derrick De Kerckhove., Critiche al connettivismo, Modello didattico, Reciproco/mutato, Strumenti, Web come piattaforma, Contenuti, Creati dalla comunità

Openness

Cultura open e processi di apprendimento I movimenti per la diffusione di contenuti culturali in modalità open stanno cambiando l'orientamento degli enti di formazione, delle università e dei singoli produttori di materiali scientifici. Per materiali culturali intendiamo le opere di ingegno, e quindi inglobiamo testi, immagini, video, audio, software e quanto può essere enzima di crescita culturale. Non approfondiremo qui le specifiche relativo al FLOSS, Free Libre Open Source Software, e del movimento per la diffusione del software libero open source. Ci limiteremo ad esporre i concetti fondamentali, poiché è nella Open Culture che si gioca il futuro delle università e dello sviluppo anche dei paesi non ancora tecnologicamente avanzati. La diffusione e l'utilizzo di software FLOSS è una priorità, non solo per la nota questione economica, ma perchè consente, attraverso la partecipazione di tutti allo sviluppo del codice, alla localizzazione dell'interfaccia, all'implementazione degli addons, di promuove la cultura della partecipazione e della responsabilità collettiva. Si restituisce a tutti la possibilità di far crescere la società educante. I concetti di codice aperto e di libero accesso, copia e diffusione si sono trasferiti ai contenuti scientifici e culturali. Nella Dichiarazione di Berlino, Accesso aperto alla letteratura scientifica, 20 - 22 Oct 2003, sottoscritta da molte università di tutto il mondo, troviamo tra l'altro: ”La nostra missione di disseminazione della conoscenza è incompleta se l’informazione non è resa largamente e prontamente disponibile alla società. Occorre sostenere nuove possibilità di disseminazione della conoscenza, non solo attraverso le modalità tradizionali ma anche e sempre più attraverso il paradigma dell’accesso aperto via Internet. Definiamo l’accesso aperto come una fonte estesa del sapere umano e del patrimonio culturale che siano stati validati dalla comunità scientifica. Per mettere in pratica la visione di un’istanza globale ed accessibile del sapere, il Web del futuro dovrà essere sostenibile, interattivo e trasparente. I contenuti ed i mezzi di fruizione dovranno essere compatibili e ad accesso aperto.” In queste poche righe sono contenuti alcuni principi fondamentali: materiali distribuiti liberamente, con licenze CopyLeft quali la Creative Commons; apertura dei codici dei software e dei database per la garanzia della privacy, distribuzione con  accesso libero senza chiusure, possibilità di riutilizzo, supporti non proprietari e in standard aperti. Nell'ICT Best Practices Forum di Ouagadougou, Burkina Faso 7-9 June 2007 viene prodotta la Ouagadougou Declaration e ribadita la necessità prioritaria   di implementare politiche per lo sviluppo delle ICT e l'accesso della popolazione alle fonti e alla conoscenza. Lo sviluppo non può quindi solo passare attraverso  The project One Laptop per Child, ma anche attraverso la crescita della consapevolezza sociale e del mondo scientifico dell'importanza dell'Open Culture. (Luisanna Fiorini)

OpenSource

CreativeCommons

OpenContent

OpenAccess

OpenCourseware

I corsi presenti sul sito del MIT presentano tutti una struttura precisa composta da: Course Home (con un'introduzione al corso) Syllabus (con l'elenco dei vari argomenti in cui si suddivide il programma) Calendar (il calendario delle lezioni) Readings (bibliografia utile) Lecture Notes (lezioni vere e proprie: piccole dispense, esercizi o registrazioni video/audio di lezioni o laboratori) Assignments (esercizi utili) Exams (testi d'esame con eventuali soluzioni) Download Course Materials (che permette di scaricare i dati relativi al corso sotto forma di file archivio di tipo .zip contenente le pagine web del corso e i file testuali in esse riportati, ma escludendone i file multimediali che renderebbero più difficoltoso il trasferimento dei dati) Wikipedia http://it.wikipedia.org/wiki/MIT_OpencourseWare

Motore di ricerca opencourseware