IL FONDAMENTO FILOSOFICO DELLA DIGNITÀ UMANA

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IL FONDAMENTO FILOSOFICO DELLA DIGNITÀ UMANA da Mind Map: IL FONDAMENTO FILOSOFICO DELLA DIGNITÀ UMANA

1. 1. Superamento del platonismo manualistico

1.1. Ricerca dell'essenza delle cose: cioè atteggiamenti.

2. 2. Analisi degli orientamenti massimi della filosofia sulla dignità

2.1. 1. Francesco Viola, prof. di filosofia a Plaermo dice «si tratta [ ... ] di una qualificazione normativa e non già puramente empirica. In base ad essa, l'essere umano è un valore in sé e ad esso si deve rispetto»

2.1.1. VISIONE SPECIFICA DELLA DIGNITA' A DIFFERENZA DELLE ALTRE ENTI

2.2. 2.

2.2.1. Rapporto dell'idea di "dignità" alla "natura", a condizione però di negare ogni riduzione empirica del termine e di proteggere il pensiero con una comprensione ugualmente non empirica della normatività.

2.2.1.1. IL TERMINO DIGINITA' DEFINISCE UNA REALTA' A PRIORI

3. 4. Versetto 7 del Salmo 8 è assai esplicito: «All'uomo hai dato potere sulle opere delle tue mani».

4. 5.Tutte le culture hanno riconosciuto l'originalità dell'uomo.

5. 6.Alcuni atteggiamenti umani manifestano la dignità umana quale essenza dell'umanità

6. 8.Quando l'uomo definisce così la sua essenza, e se non chiude gli occhi dinanzi alla sua pratica della violenza, esprime una speranza su di sé, o una esigenza che impone a sé.

7. 3.Il sintagma

8. "essere razionale" evidenzia in realtà la nostra capacità di relazionarci,

9. il tema della dignità umana assume allora la considerazione della ragione che esercita in atto una capacità d'universalizzazione, la quale integra colui che la esercita

10. 7. L’uomo è meraviglioso perché ha delle qualità che non si trovano nel mondo fuori di lui, in quanto gode di un'interiorità. L’uomo è però meraviglioso per alcune ragioni ancora più precise; anche gli angeli, per esempio, hanno un'interiorità, ma non sembra che questo basti perché siano "mirabili" Pico della Mirandola

11. 9.Libero, l'uomo è quindi mediatore nel creato piuttosto che intermediario; è mediatore perché può partecipare di tutto, perché niente gli è estraneo e inaccessibile;

12. 10. l'uomo razionale è perciò fine a se stesso, che non può essere utilizzato, preso come strumento per acquisire un fine altro da sé. Da ciò la formula generale dell'imperativo categorico: «Agisci in modo da trattare l'umanità, sia nella tua persona sia in quella di ogni altro, sempre anche come fine e mai semplicemente come mezzo» KANT

13. 11.L'uso della ragione non basta per la pratica umana; bisogna che tenga conto di altri aspetti, a-razionali

14. 12."Scopriamo che il più debole - che può essere una persona anziana, ammalata, senza lavoro, accidentata, qualcuno che si sente solo e abbandonato - è colui che può guarire l'indurimento del nostro cuore, se accettiamo di entrare in relazione con lui. Ci permette di ritrovare la nostra propria unità interiore. Ci aiuta ad accogliere ciò che è debole e vulnerabile in noi. In questo momento, diventiamo liberi di essere ciò che siamo, ricchi dei nostri doni, delle nostre debolezze, anzi della nostra mortalità. " Thomas De Koninck