Life & Business Gestalt Coaching Master 2019 - Anno I

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Life & Business Gestalt Coaching Master 2019 - Anno I da Mind Map: Life & Business  Gestalt Coaching Master 2019 - Anno I

1. S01 27-28 febbraio INTRODUZIONE AL COACHING L'ascolto attivo Franco Gnudi (Anna, Martina)

1.1. Esperienze

1.1.1. Autovalutazione delle competenze in coppie Esercizio di ascolto attivo in coppie Seduta in acquario (Franco/Cristina) Meditazione Esercizio di ascolto attivo triadi (coach, coachee e osservatore)

1.2. Teoria

1.2.1. Definizione di coaching dell’ICF (International Coach Federation) Differenze fra Psicoterapia, Counseling, Coaching Cos’è la Gestalt: teoria della percezione, legge della buona forma, fenomenologia Le 11 competenze del coach secondo l’ICF Ascolto attivo: verbalizzazione delle emozioni, parafrasi, feedback, meta-comunicazione

1.3. Pillole Gestalt

1.3.1. Processo di coaching

1.3.1.1. Analisi bisogni => orizzonte => obiettivo => piano di sviluppo (analisi competenze critiche, analisi risorse, allenamento, azione)

1.3.2. Retroflessione e confluenza

1.3.3. Gestalt incompiute

1.3.4. Feedback: si parla del proprio vissuto

1.4. Il Gruppo

1.4.1. Il primo tema è quello dell’appartenenza (appartenere, fidarsi, fare un viaggio insieme

1.4.2. Pause caffè e pranzo sono momenti in cui il lavoro continua, importanti per la creazione del gruppo

1.5. Materiali di studio

1.5.1. Il Gestalt Coaching (slide FG) L'ascolto attivo (slide FG) Le competenze del coach (ICF)

2. S03 11-12 maggio DIALOGO E INCONTRO Il contatto e le sue interruzioni Franca Perna (Anna)

2.1. Esperienze

2.1.1. Esperienza dell’incontro, usando la sensorialità: movimento e dialogo delle mani Creazione con l'argilla, a coppie Meditazione

2.1.2. Lavoro personale

2.1.2.1. Elisa Cristina Anna Cristina Giovanna Cristina Elisa Ines

2.2. Teoria

2.2.1. Ciclo di contatto e interruzioni

2.3. Processo di gruppo

2.3.1. Il report

2.4. Feedback

2.4.1. Meta-feedback di Elisa: del feedback ricevuto, ciò che le è servito e ha veramente ascoltato è quello che ha risuonato nelle compagne.

2.5. Pillole Gestalt

2.5.1. Costruire il campo portando se stessi La funzione del ritmo, dello stare nel silenzio e nel vuoto, nel dialogo e nell’incontro con l’altro Figura e sfondo. Sostenere l’emergere di una figura Aggressività secondo la Gestalt: Paradosso del cambiamento Stare: consentire al processo di lasciar emergere una figura, col tempo che ci vuole Qui è una palestra: importante portare tutto quello che c’è da portare Identificarsi con un dettaglio/elemento esterno: il presupposto è che se qualcosa mi attira molto è perché proietto una parte di me che alieno. Identificandomici posso esplorarla

2.6. Materiali di studio

2.6.1. no

3. S04 8-9 giugno TEORIA DEL SÉ La crescita e i suoi blocchi Franco Gnudi (Roberta)

3.1. Esperienze

3.1.1. L’oggetto interessante

3.1.2. Lavori personale

3.1.2.1. Cristina (sogno con tecnica psicodramma) Giovanna Roberta

3.1.3. Sessioni coaching

3.1.3.1. Cristina (coach) / Elisa (coachee) Silvia (coach) / Giovanna (coachee) Elisa (coach) / Roberta (coachee)

3.2. Teoria

3.2.1. Definizione di contatto I tre modi del sé di contattare il campo: ES, Io, Personalità Differenze counseling/terapia/coaching Il sogno come strumento Interruzioni di contatto nelle due fasi cognitivo-emozionale e azione. Dominanza come polarità della retroflessione

3.3. Analisi didattica

3.3.1. Lavoro con il sogno

3.4. Pillole Gestalt

3.4.1. L’intuizione e il linguaggio poetico per sostenere la consapevolezza: immagini e metafore aiutano a sostenere il cambiamento L’importanza di rimasticare per assimilare l’apprendimento Processo parallelo (nella sessione di coaching fra Elisa e Roberta, il preoccuparsi di come stanno gli altri) Gruppo aperto vs gruppo chiuso: vitalità vs rallentamento del processo (=> assenze) Sentire è il nostro sostegno al processo di autoregolazione dell’organismo. E’ l’essenza del processo di coaching: sostenere la consapevolezza, quindi l’autoregolazione della persona I 3 aspetti del sé non sono strutturali ma modi in cui l'organismo contatta (ossia permette lo scambio di energia, informazione, materia con) l’ambiente. Es, Io e Personalità è un circuito di feedback. Il sé è una funzione (= la cosa che serve) all’organismo per essere in contatto con l’ambiente Sulle interruzioni di contatto ci sono lavori specifici (esercizi sull’egotismo)

3.5. Materiali di studio

3.5.1. Il contatto, magia e incantesimi (articolo FG)

4. S05 13-14 giugno LA SESSIONE DI COACHING Sostenere la consapevolezza Maria Grazia Fiorini (Anna)

4.1. Esperienze

4.1.1. Sessioni di coaching (in acquario)

4.1.1.1. Trainer/allieva (Ines) Trainer/allieva (Anna) Allieva/allieva (Cristina/Elisa)

4.2. Teoria

4.2.1. Schema della sessione di coaching Il setting Stile personale Metalivello Buona forma (criteri da usare nella sessione: setting, …, presenza) Contratto e mandato

4.3. Analisi didattica

4.3.1. 3 sedute in acquario

4.4. Pillole Gestalt

4.5. Ri-autovalutazione

4.5.1. Competenze coaching ICF

4.6. Materiali di studio

4.6.1. La sessione di coaching (slide MG) Il sostegno specifico nelle interruzioni (articolo Spagnuolo Lobb)

5. S02 30-31 marzo CORPO E CONSAPEVOLEZZA Vivere e gestire le emozioni Maria Grazia Fiorini (Luca, Matteo)

5.1. Esperienze

5.1.1. 6 lavori in sottogruppi su corpo, sensazioni, emozioni, confini individuali

5.1.2. Sessione coach/coachee - 3 domande: Cosa Senti? Cosa vuoi? Cosa fai?

5.2. Teoria

5.2.1. Sensazioni, percezioni, interpretazioni, emozioni Le emozioni fondamentali: rabbia, tristezza, paura, gioia, sorpresa, disgusto, disprezzo Emozioni parassite "Perdere tempo": lettura del processo di gruppo Ciclo di contatto e interruzioni Figura e sfondo. emergere/non emergere della figura Il campo

5.3. Gruppo

5.3.1. Cosa significa prendersi cura del gruppo? Patto di riservatezza, anche al di fuori del gruppo (no triangolazioni) Utilizzare ciò che avviene come materiale di lavoro e portarlo nell’ambiente protetto di aula e formatore. Focus sul processo, non sul contenuto. Nel gruppo ognuno di noi svolgerà una funzione (es. sensori della noia) L’impatto dell’assenza dei singoli sul gruppo (importanza di esserci sia fisicamente, sia "veramente") La co-costruzione dell’esperienza di formazione (la scuola non è lo staff ma tutti noi)

5.4. Pillole Gestalt

5.4.1. Lo “stare”: non andare oltre, restare su ciò che avviene Lavorare col corpo non è necessariamente fare delle cose fisiche: ascoltare l’inquietudine, il fastidio, l’irritazione è lavorare col corpo Aggressività come "andare verso" Esercitarsi nel feedback “buono” per prendersi cura dell’altro e del gruppo, e anche essere generosi nel feedback: più precisi siamo più è utile Nel gruppo ognuno di noi svolgerà una funzione (es. sensori della noia) Radicare il mentale nel corpo: se il cliente dice “Sento fatica”, chiedere “Dove la senti?” Vicinanza/distanza nel setting col coachee

5.5. Materiali di studio

5.5.1. Corpo e consapevolezza (slide FG) Corpo e consapevolezza nel Gestalt Coaching (articolo MGF) Ciclo di contatto e interruzioni (scheda NDM)