Tecnologie e scuola: possibili cause di una rivoluzione mancata

Iniziamo. È gratuito!
o registrati con il tuo indirizzo email
Tecnologie e scuola: possibili cause di una rivoluzione mancata da Mind Map: Tecnologie e scuola: possibili cause di una rivoluzione mancata

1. Allievi

1.1. Bisogni

1.1.1. La seconda osservazione invece è legata alla necessità di avere una guida per lo studente. Guida che non solo ha il compito di insegnare la materia, ma ha anche un ruolo empatico e di supporto emozionale. Stare in classe, vivere la socialità di un’aula è fondamentale per i nostri allievi. Quindi la presenza FISICA dell’insegnante ( al posto di quella tramite ZOOM, Teams….) è fondamentale in particolare per gli allievi ancora adolescenti, oppure quelli che hanno maggiori difficoltà nella materia.

1.2. Conoscenza e competenza digitale

1.2.1. È vero i ragazzi sono tecnologici, oppure, sanno utilizzare molto bene il telefonino e i social network ma non sempre dimostrano di saper usare le tecnologie per l'istruzione.

2. Docenti e formatori

2.1. Resistenza al cambiamento

2.1.1. per un docente è rassicurante insegnare come conosce, come lo sa fare e l'ha già fatto (o addirittura come l'ha "subito" da studente); cambiare tecniche, strategie, modalità può far paura, oltre a essere indubbiamente difficile.

2.1.2. Integrare la tecnologia a scuola diventa dunque un percorso a ostacoli: alla paura generica del cambiamento si aggiunge la paura specifica dell'oggetto del cambiamento

2.1.3. D'altro canto gioca un ruolo, secondo me fondamentale, quello dell'insegnamento classico con lavagna e gessetti e Power Point da parte dei docenti. Penso che la tecnologia spaventi e voler intraprendere una nuova didattica possa stravolgere le normali abitudini.

2.2. Conoscenza e competenza digitale

2.2.1. i metodi di insegnamento non sono a pari passo con la tecnologia e nella media viene utilizzata solamente come sostituto della lavagna classica.

3. Costi

3.1. è troppo costoso cambiare i supporti didattici in tutte le scuole?

3.2. anche se sempre piu' raro, ma siamo certi che a casa tutti possano accedere ad un PC / tablet / smartphone con una connessione dati?

4. Cultura di riferimento

4.1. il muratore usa ancora la fissella, la cazzuola, le mani per fare un muro …allo stesso modo un allievo usa ancora la calcolatrice, la penna e il righello per risolvere un problema.

4.2. Nell'immaginario comune, se si pensa ad una persona che studia, la si immagina "china sui libri", e non con i mano uno smartphone.

5. Istituzione scolastica

5.1. Complessità

5.1.1. La scuola è un'istituzione complessa e di massa, coinvolge un numero molto alto di persone, anche nei processi decisionali: il rapido adeguamento ai cambiamenti è più difficile che per una struttura più leggera

5.1.2. Anche la scuola si è trasformata eccome!! Certo pretendere che una struttura complessa come la istruzione pubblica cambi alla stessa velocità della società non è sensato e possibile

5.2. Bisogno di punti fissi e basi solide

5.2.1. Si cerca di comprendere i risultati dell’evoluzione per poi trasmetterli, se necessari e utili, anche alla scuola.

5.2.2. soppesare minuziosamente risorse, rischi e conseguenze di ogni scelta;

5.3. Missione

5.3.1. se il mondo si è trasformato seguendo logiche commerciali ed efficientiste di cui i dispositivi digitali risultano essere veicoli privilegiati, la scuola non è disponibile ad adeguarsi a come è il mondo ma preferisce continuare a perseguire ideali educativi senza farsi dare regole dal mondo; in altre parole ho l’impressione che la scuola preferisca continuare a descrivere il mondo per come dovrebbe essere, e non per quello che effettivamente è.

5.3.2. Nella scuola non ci sono “forzature” d'interesse economico, come invece succede nell'imprenditoria privata. La scuola è un’impresa molto grande e di carattere pubblico, quindi più complessa da "gestire", rispettando i regolamenti a cui fa capo.

5.3.3. Fondamentale resta il pensiero critico che la scuola promuove. Le nuove tecnologie devono favorire la trasmissione del sapere, non banalizzarlo. I mezzi tecnologici che ci sono oggi nelle aule permettono di progettare lezioni sicuramente più accattivanti per gli allievi perché vicine al loro modo di interagire, ma vale la pena di proporre anche altri modelli o scenari. Anche questo è il ruolo della scuola.

5.4. Lentezza

5.4.1. la scuola, anche se a passi più lenti, sta subendo anch'essa una grande trasformazione digitale: quando io ero alle medie negli anni 90, la lavagna era in ardesia, ora ci sono le LIM e gli STI, gli audio erano registrati sulle musicassette, ora basta un semplice click sul libro digitale.

5.4.2. Non trovo che la scuola non si sia trasformata, si sta trasformando, ma lentamente; da un certo punto di vista è effettivamente in costante ritardo, con tutti i pro e i contro del caso.

5.4.3. Personalmente ritengo che anche la scuola abbia subito delle trasformazioni negli ultimi decenni, non è cambiata solo per l'implementazione della tecnologia, che ha ampliato gli spazi dell'accesso alla conoscenza, ha facilitato a chi ha delle difficoltà l'apprendimento, ha reso divertenti dei contenuti, ha aiutato e permesso di differenziare molto la didattica, ma trovo siano cambiati i ruoli degli insegnanti degli studenti e delle famiglie.

5.4.4. Credo che la scuola, in generale, sia restia ai cambiamenti veloci. . Anzi, ritengo che la scuola sia, tra tutti quelli che compongono la società odierna, il settore più lento nel rinnovarsi

6. Impatto tecnologie

6.1. i risultati sono più difficilmente misurabili ed è quindi più complesso valutare l'efficacia delle misure adottate e fare confronti tra metodi e strumenti diversi;

6.2. implica anche dei rischi e agli allievi va in primo luogo garantito un ambiente di apprendimento sicuro e adeguato

6.3. le tecnologie vanno conosciute e occorre fronteggiare i problemi di funzionamento che comportano: impiegarle significa anche incontrare difficoltà aggiuntive per docenti e allievi in una situazione, quella dell'apprendimento in aula, in cui il tempo è un fattore cruciale e un intoppo tecnico può pregiudicare una lezione;