Create your own awesome maps

Even on the go

with our free apps for iPhone, iPad and Android

Get Started

Already have an account?
Log In

Presentazione corso di Informatica Università di Aosta 2010 Scienze politiche by Mind Map: Presentazione corso di Informatica
Università di Aosta 2010
Scienze politiche
0.0 stars - reviews range from 0 to 5

Presentazione corso di Informatica Università di Aosta 2010 Scienze politiche

Perchè

Patto formativo

Il corso di Informatica di Scienze politiche e delle relazioni internazionali vuole promuovere un uso consapevole delle tecnologie informatiche per la produzione di materiali utili alla prassi professionale, offline e online, una competenza nell’Information Brokering, una cittadinanza digitale consapevole ed esperta. Lo sviluppo dei linguaggi della rete, degli strumenti del Web 2.0, delle infrastrutture, consente oggi di utilizzare il web come una piattaforma personale in cui ognuno è autore e fruitore. Per poter essere autori consapevoli ed esperti è necessario conoscere le regole che allineano la filiera produttiva in digitale, e quindi particolare attenzione verrà posta alla produzione di documenti di testo e presentazioni ma anche audio, video, documenti multimediali, rappresentazioni diverse e concorrenti della conoscenza

Competenze attese

Si muove nelle le logiche generali di un sistema operativo (lato Desktop) (navigazione, albero, gestione cartelle e file, archiviazione e recupero file, tipi di file). Comprende le implicazioni culturali dell'uso del software FLOSS. Sa trattare e creare testi digitali, con particolare riferimento a documenti di testo, presentazioni, video, audio, immagini, orientati al ricevente, longevi e portabili utilizzando software FLOSS. Sa creare e utilizzare nella prassi professionale rappresentazioni diverse della conoscenza (mappe mentali). Sa navigare in rete, utilizzare motori di ricerca testuali e visuali, utilizzare Feeds e Social Bookmark. Comprende i concetti base per la creazione di materiali significativi per il web semantico. Conosce e utilizza con padronanza alcuni strumenti Web 2.0 per la gestione dell’informazione (GoogleDocs). Produce contenuti in rete in modalità collaborativa (Wikispaces)

Argomenti

Openness

Tools

Il testo

Mashup, e la macchina sei tu (luisanna fiorini Cittadinanzadigitale)   Introduzione di Luisanna Fiorini Luglio 2008, Dobbiaco (BZ). Una Klausurtagung di tre giorni colleziona la presenza di abitanti attivi del web. Una volta li avremmo definiti esperti: e-learning, didattica, politica territoriale, documentazione, editoria, psicologia, biblioteconomia, pedagogia, informatica, università, scuola, webdesign. E altro. E tutto mescolato, anche, perchè nella loro partecipazione consapevole alla costruzione della conoscenza collettiva-connettiva1 hanno implementato la pertinenza specifica con competenze diverse e diffuse. Ognuno di loro è iperconnesso agli altri in progetti di lavoro, in costante interazione formale ed informale. Condividono esperienze di editoria a web e cartacea, partecipazione a storiche comunità di pratica. Sono Friends su Facebook, pubblicano gli stessi Feeds, scrivono sugli stessi Blog. Allo stesso tempo sono tra di loro indipendenti e autori in altri luoghi di altre esperienze. Ognuno è nodo e arco dell’ipertesto della rete, connotazione e denotazione, media e messaggio. Sono portatori di punti di vista diversi eppure sempre connessi. E’ per tutti questi motivi che sono a Dobbiaco per il convegno Cittadinanzadigitale2. Lo scopo dichiarato è riflettere sulle competenze necessarie al cittadino per una partecipazione attiva e consapevole nella dimensione BioDigitale. Quale strategie dovrebbe mettere in atto il sistema di educazione-formazione formale per ricomprendere e valorizzare l’apprendimento informale dell’interazione sociale? Quale il ruolo della scuola in un sistema caratterizzato da discontinuità e policentrismo formativo? Come sviluppare il senso di responsabilità dei singoli cittadini alla produzione e gestione etica di contenuti digitali? Quali sono gli spazi delle nuove libertà nella partecipazione orientata al rispetto e alla legalità? Quali sono le competenze necessarie all’insegnante nella piazza telematica globale? Per tre giorni, e prima e dopo nella dilatazione spazio-temporale del web, si parla in momenti strutturati e no, lasciando ampia possibilità all’interazione informale di piccoli gruppi. La riflessione in progress ha generato i contributi di questa pubblicazione, che si fissa su carta ma che vorrebbe mantenere il suo status di BETA per sempre ed essere motore di pensiero in divenire.   Mashup, e la macchina sei tu Questa pubblicazione contiene sette saggi tematici, Tematici? Vi accorgerete leggendo che sono collegati l’uno all’altro da frammenti di sistema passante che lascia a noi il compito di ricostruire i frameworks in cui ci stiamo muovendo. “I frameworks sono spesso usati per dare forma a idee e concetti nebulosi. Anche solo dopo pochi giorni trascorsi alla lettura della letteratura sulle emergenti tecnologie per l’apprendimento, si rivela uno schiacciante array3: Twitter, blogs, wikis, podcasts, strumenti di identità e presenza, classroom sincrone, e così via. Dare un senso ai tali strumenti richiede un framework. Dare un senso ai flussi delle informazioni attraverso questi strumenti richiede ancora un altro framework. E l’utilizzo di questi strumenti per l’insegnamento e l’apprendimento ne richiede un terzo4.” Gli elementi ricorrenti, considerati dai diversi punti di vista delle esperienze professionali degli autori, consentiranno al lettore esperto alla navigazione ipertestuale e alla lettura non sequenziale di muoversi anche attraverso il testo. Se questa non fosse una pubblicazione cartacea ma un wiki, sarebbe interessante vedere come ognuno riconnette i frammenti, arricchendoli di contributi personali e altri provenienti da luoghi diversi della rete. Ognuno, quindi, potrebbe costruire il proprio mashup di senso in cui l’elemento unificatore è la persona, nella quale si attua la vera convergenza . Per poter essere la macchina per eccellenza abbiamo bisogno di meccanismi funzionanti e ben oliati, consapevolezze etiche, competenze culturali, informatiche, comunicazionali, e relazionali. Nel saggio Learning3: gli scenari dell’innovazione nelle strategie per la costruzione della cittadinanza digitale e della conoscenza in rete Mario Rotta parla della centralità dell’ utente nei percorsi di apprendimento in e-learning, “centro di un complesso insieme di relazioni tra persone e risorse, in un ambiente di apprendimento virtuale”, delle competenze di base per essere protagonisti, e di 7 apparenti contraddizioni-dicotomie che il web palesa nella suo essere territorio dei cittadini digitali. Su Cultura TecnoTerritoriale e Abitanza Biodigitale è centrato il contributo di Giorgio Jannis, che analizza il concetto di territorio nella “relazione millenaria tra l’Ambiente naturale e il fare antropico, dove la riflessione sul Paesaggio come Oggetto Tecnologico”. Nel web l’Abitanza consapevole vede il cittadino digitale produttore di contenuti che per “la loro quantità, qualità e gestione rivestono un ruolo chiave”, ed Edoardo Poeta in (NON) È la stampa, bellezza esamina il rapporto di complementarità e sussidiarietà tra giornalismo “quello di una volta” e “l’apparizione sul pianeta dell’informazione di contenuti generati dagli utenti”, tra Stato gerarchico e apertura alla collaborazione orizzontale. Andreas Robert Formiconi con lo stile e l’immediatezza di una narrazione sapiente, tra ricordo, memoria, metafora e linguaggio-blog, con Coltivare le connessioni. Come “stare online” racconta della difficoltà al nuovo, delle responsabilità dell’eccessiva scolarizzazione,che ha irrigidito la formazione dei cittadini, nella nostra società. Riprende il concetto di Personal Learning Environment e spiega che anche Giacomo Leopardi aveva il suo PLE con “un mazzetto di Feed” dove coltivava le connessioni. La riflessione sull’identità nell’epoca di Internet è elemento ricorrente. Maria Maddalena Mapelli in Formazione e rete. Il blogging come specchio analizza, oltre al valore delle pratiche blogging per l’autoformazione, le “relazioni di riconoscimento reciproco, di riposizionamento identitario, di riflessione sull’immagine di sé e dell’altro da sé, di assunzione del punto di vista altrui” Isabel de Maurissens e Giorgio Jannis a quattro mani scrivono su Nomadismo e nuovi abitanti in rete. Siamo “esploratori senza mappe e pionieri di questi nuovi territori immateriali, traghettatori della cultura umana verso le nuove generazioni dei nativi digitali”, e rinegoziamo la nostra identità individuale e sociale nel movimento e nei “luoghi antropici immateriali. In questa pubblicazione non poteva mancare il saggio di Marco Caresia Contenuti aperti nella didattica e per la didattica che muove da due domande “Per quale motivo gli insegnanti dovrebbero condividere liberamente il proprio materiale didattico per costituire un bene comune? Quale può essere il valore aggiunto della redazione di Open Content?” e fornisce risposte e motivazioni argomentate ed equilibrate. Il sistema di istruzione e formazione ha bisogno di aperture: spazio-territoriali culturali relazionali sistemiche metodologiche pedagogiche comunicazionali. emozionali. L’Openness (apertura) è qui un tratto comune di tutti i contributi, poichè è un concetto che sta alla base dell’approccio etico e partecipativo alla rete.. Marco Caresia entra nello specifico dell’Open Content per la didattica, richiamando alla responsabilità e alla consapevolezza la scuola. Spetta ora al lettore esperto, dopo questa introduzione che non riesce a restituire la ricca e feconda complessità, leggere, segmentare, spezzare, frammentare, decostruire, e poi ricorstuire e riassemblare diversamente. Che ognuno eserciti la libertà di riconnettere le conoscenze attraverso la propria rappresentazione. 1Viene utilizzato il termine intelligenza collettiva coniato da Pierre Levy nell’espansione di significato del termine intelligenza connettiva, con cui Derrick de Kerckhove indica il prodotto esponenziale del pensiero delle persone connesse. 2Il convegno Cittadinanzadigitale è stato organizzato da Luisanna Fiorini per l’Istituto Pedagogico di Bolzano, ente di ricerca , formazione e documentazione che ha anche consentito la presente pubblicazione http://cittadinanzadigitale.wikispace.com 3Termine che nel linguaggio informatico indica una classe di oggetti con attributi comuni. 4Siemens G., Tittenberger P., 2009, Frameworks for Sense Making, in Handbook of Emerging Technologies for Learning pp. 41-42 http://ltc.umanitoba.ca/wikis/etl/index.php/Handbook_of_Emerging_Technologies_for_Learning Si parlerà di Cittadinanzadigitale anche a VeneziaCamp 2009 http://barcamp.org/veneziacamp2009 Fiorini, L. (a cura di), Cittadinanzadigitale, Quaderni di documentazione dell’Istituto Pedagogico di Bolzano, Edizioni Junior, Azzano S. Paolo (BG), 2009  ISBN 978-88-8434-478-6 Prefazione di Antonio Sofi Contributi di Marco Caresia, Isabel De Maurissens, Andreas Robert Formiconi, Giorgio Jannis, Maria Maddalena Mapelli, Edoardo Poeta, Mario Rotta Copertina di Giorgio Zigiotti La prefazione di Antonio Sofi è pubblicata qui: http://www.ibridamenti.com/dalla-rete/2009/08/alla-ricerca-della-giusta-metafora-antonio-sofi-cittadinanzadigitale/

Web 2.0

Google App