I CANTO Paradiso Divina Commedia

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I CANTO Paradiso Divina Commedia por Mind Map: I CANTO  Paradiso Divina Commedia

1. gli aspetti stilistici

1.1. frequenti perifrasi

1.1.1. divinità

1.1.2. luce

1.1.3. potenza

1.1.4. amore

1.1.5. causa e fine

1.2. linguaggio figurato

1.3. metafore

1.4. latinismi

2. ASPETTI FONDAMENTALI DEL CANTO

2.1. INSISTENZA LIMITATEZZA DELLE RISORSE UMANE (la memoria) E POETICHE DI DANTE

2.1.1. per raccontare l’ascesa verso la luce pure di Dio e la sua contemplazione estatica

2.2. INEFFABILITA'

2.2.1. l'andare oltre i limiti umani non può essere espresso per mezzo di parole umane

2.2.1.1. latinismi e metafore sono insufficienti

2.2.1.1.1. linguaggio visivo: la luce divina

2.3. L'ESPERIENZA DELLA LUCE/GLORIA DI DIO

2.3.1. in una parola di tutto ciò che va oltre la dimensione umana, dunque terrena delle altre due cantiche

2.4. IL TRASUMANAR

2.4.1. Il neologismo mette l’accento anche sull’eccezionalità, per così dire geografica, della cantica: non più paesaggi umani, terrificanti o piacevoli, che, fino a questo punto, hanno fatto sembrare il viaggio dantesco un pellegrinaggio vero e reale; ora Dante viaggia in una dimensione del tutto nuova e anche il paesaggio che lo circonda è rarefatto e totalmente alieno, estraneo.

3. vv. 82-93 1^ DUBBIO DI DANTE

3.1. Chiarimenti di Beatrice: chiarisce i dubbi di Dante come faceva Virgilio

3.1.1. l'errore sta nel credersi ancora sulla terra invece è nel primo cielo

3.1.2. ma come può salire il suo corpo materiale?

3.1.2.1. Beatrice assume un'espressione di compatimento e gli spiega:

3.1.2.1.1. fisica terrestre non è valida lì; ciò che è valido sono solo le ragioni della teologia

4. vv. 64-81 Trasumanazione di Dante - Attraversamento della sfera del fuoco

4.1. Dante non sostiene a lungo la vista del sole e si rivolge a Beatrice: nel fare questo sente avvenire dentro di sé la trasumanazione, trasformazione che paragona a quella subita da Glauco (v. 68), storia narrata da Ovidio "Metamorfosi"

4.2. Dante ha la sensazione di una luce così forte che un altro sole, per opera di Dio, pare essersi aggiunto al primo. L'immagine del progressivo crescere dello splendore e del fuoco, segna ascesa del poeta

4.3. v. 70 Tenta di descrivere la metamorfosi interiore Il verbo "trasumanare" è un neologismo di Dante, letteralmente trans=andare oltre, umanare = umano ed esprime un'esperienza che non è possibile descriverea parole. Tensione a cui sono sottoposte le risorse espressive, nello sforzo di essere altezza dei nuovi contenuti

4.4. v. 78 prima esperienza percezione armonia cosmica: Dante non sa più se sia ancora corpo o solo spirito e rimane rapito dalla luce dei cieli e ode un'armonia derivante dalla rotazione delle sfere celesti e vede una luce che mai si potrà vedere sulla terra (alluvione di luce)

4.4.1. ordine armonico dell'universo

4.4.2. Dio è un ordine perfetto: è il principio di causa e finale

5. vv. 37-63 ASCESA DI DANTE E BEATRICE Indicazione del tempo in cui inizia il cammino

5.1. complessa ed articolata perifrasi atronomica

5.1.1. momento importante: ultima tappa del viaggio verso Dio

5.1.2. il riferimento astrale deriva dalla convinzione dell'uomo medievale circa l'influsso degli astri sulle vicende umane

5.1.3. v. 39 Dante afferma che il viaggio ha inizio quando 4 cerchi ( equatore, eclittica, orizzonte e coluro equinoziale) si incrociano formando 3 croci; nel punto in cui sorge il sole, le 3 croci formerebbero l'equinozio di primavera

5.2. SIAMO nell'equinozio di primavera ed il sole è nella costellazione dell'Ariete, momento più favorevole v.43-45 "al pieno mezzogiorno, momento di massima luminosità"

5.2.1. sole= Cristo

5.3. linguaggio metaforico ed allusivo-simbolico

5.3.1. quattro cerchi: virtù cardinali

5.3.1.1. congiunzione tra cielo e terra, segno riconciliazione tra Dio e l'uomo=simbolo è la croce

5.3.2. tre croci: virtù teologali

5.4. V. 46 INIZIO DEL VIAGGIO Beatrice fissa il sole con una intensità superiore a quella delle normali capacità umane = superamento esperienza terrena. Dante contempla la luce del Paradiso attraverso gli occhi di B., riflesso in essi. Ruolo B.: tramite tra l'uomo e Dio

6. vv. 94-142 2^ DUBBIO DI DANTE

6.1. si chiede come possa, un essere mortale come lui, ascendere ai luoghi più alti del cielo

6.1.1. Beatrice lo guarda come una madre e comincia una vera lezione di metafisica

6.1.1.1. la concezione tomistica dell'universo, diffusa nel medioevo, viene spiegata in versi dalle parole della sua guida paradisiaca

6.1.1.1.1. il volo rientra nella legge dell'ordine universale: chi è privo degli impedimenti det. dal peccato, chi come D ha compiuto il viaggio di purificazione non può non volare anche se conserva il corpo

7. 1. RICHIESTA SUPPORTO CONGIUNTO DELLE MUSE E DI APOLLO

8. contesto

8.1. luogo: Paradiso terrestre (fino al v. 75); sfera del fuoco

8.2. personaggi: Dante e Beatrice

8.3. tempo: mezzogiorno di mercoledì 13 aprile 1300

9. PROEMIO - ENUNCIAZIONE DEL TEMA (vv. 1-36)

9.1. vv. 1-3 lode a Dio e dichiarazione di verità di fede; scenario cosmico dominato dalla luce divina che a diverse intensità illumina tutto; cantica della visibilità

9.1.1. PERIFRASI "La gloria di colui che tutto move" = Dio= splendore magnificenza (Aristotele = primo motore immobile) (Platone = tema della luce come emanazione della divinità, si irradia verso le creature dell'universo)

9.1.1.1. corrispondenza con l'ultimo verso della cantica "l'amor che move il sole e l'altre stelle"a sottolineare che nulla dell’universo è fuori dalla partecipazione di Dio

9.2. PROTASI (PROPOSITIO vv. 4-12): analessi; limitatezza dei mezzi umani di fronte impresa narrare esperienza mistica: il nostro intelletto in prossimità di Dio (principio finale) dimentica la razionalità, riesce a serbare solo una piccola parte; e poetici: l'esperienza di Dante è inesprimibile, non può essere raccontata.

10. INVOCAZIONE AD APOLLO (vv. 13-36) (Dio della poesia e del sole, anticipazione di Cristo)

10.1. opposizione tra mondo classico-pagano e cristiano: rapporto di complementarità e non di antitesi (agg. "buono")

10.2. - (umiltà) aiuto speciale ad Apollo per l'ardua impresa che l'attende

10.2.1. vv. 14-15 chiede di recepire la sua virtù nella misura in cui egli ritiene giusta per assegnare l'alloro; aspirazione di ottenere la gloria poetica (.consapevolezza grandiosità dell'opera)

10.2.1.1. incoronazione con le fronde di alloro: riconoscimento della propria grandezza poetica

10.2.1.1.1. toccò a Petrarca ma non a Dante

10.3. richiamo mitologico: abbandono della superbia intellettuale, di vano orgoglio, di eccessiva fiducia nei mezzi umani

10.3.1. ciò porterebbe alla sfida con la divinità come succede a Marsia, che sfidò Apollo nella musica e fu punito con l'atroce supplizio della scorticatura; mito analogo richiamato inv. Muse Purg.: le Piche, in gara nel canto con le Muse, trasformate in gazze per punizione

10.4. vv. 28-36 note polemiche uomini del suo tempo e dichiarazione di umiltà, in sintonia con tema proemio: povertà dei mezzi umani e poetici di fronte impresa di cantare indicibile

11. STRUTTURA

11.1. 5 parti

11.1.1. 1. vv. 1-36: Proemio e invocazione ad Apollo

11.1.2. 2. vv. 37-63 Ascesa di Dante e Beatrice

11.1.3. 3. vv. 64-81 Trasumanazione di Dante

11.1.4. 4. vv. 82-93 Primo dubbio di Dante

11.1.5. 5. vv. 94-142 Secondo dubbio di Dante

12. SUPERAMENTO PROEMI CANTICHE PRECEDENTI

12.1. 2. MITO DI MARSIA vs MITO DELLE PICHE punizione più atroce umani superbi - ingegno guidato dal pensiero di Dio

12.2. 3. (vv. 25-27): Dante manifesta la speranza che la cantica del Paradiso possa ottenergli la corona d’alloro= consapevolezza che il poeta ha del valore della sua poesia