Memorie dal sottosuolo

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Memorie dal sottosuolo da Mind Map: Memorie dal sottosuolo

1. Il rapporto col proprio 'io'

1.1. Una zona profonda nella quale non esistono gli altri

1.1.1. il Sottosuolo

1.1.1.1. che lui considerava, la sede del male, vecchio mostro inconoscibile

1.2. Egli lascia perciò l'appartamento 'borghese ed europeo' del primo piano per scendere giù nel sottosuolo

1.2.1. appartamento Che per lui corrispondeva al comportamento decoroso degli uomini

1.2.1.1. Incapaci di scendere nel sottosuolo, per acquisirne le risorse

1.2.1.2. tentando di reprimere, per mantenerlo, i propri istinti

1.3. Dando vita, per la prima volta nella storia del romanzo, al personaggio dell'antieroe

1.3.1. Indagando nella vita interiore e non nella vita sociale dello Stesso

1.4. " La forza delle Memorie del Sottosuolo deriva soprattutto da questa analisi dell'ispirazione artistica; cioè dal profilarsi dell'autore e del suo rapporto con la materia dietro il protagonista e il suo rapporto con gli altri personaggi " Alberto Moravia

2. Il protagonista: IO

2.1. Io si logora perchè incapace di essere stupido, finendo per essere vile nella propria intelligenza

2.1.1. Sa che gli sciocchi vivono di più perchè: "Vi giuro che aver coscienza di troppe cose è una malattia"

2.2. Io ha da sempre represso i propri sentimenti, i propri veri istinti

2.2.1. "Quanto più avevo coscienza del bene e di tutte quelle tali cose 'belle e sublimi', tanto più affondavo nel mio fango e tanto più ero disposto a metterci radici"

2.2.2. finendo per trascinare ora la sua vita

2.3. Gli uomini stupidi, agiscono per vendetta perchè in essa riconoscono un senso di giustizia; gli uomini dalla coscienza raffinata non riconoscono invece in essa, la via giusta

2.3.1. Essi soffrono piuttosto che lasciarsi andare ad un atto vile

2.3.1.1. e provano voluttà nel soffrire

2.3.2. Eppure preferirebbero continuare a prendere schiaffi piuttosto che morire nell'ignoranza di non aver accettato l'atto che ha scaturito l'essere vendicativi

2.4. Gli uomini intelligenti soffrono spesso per noia, per inerzia

2.4.1. A differenza degli uomini stupidi essi, come fa Io, ragionano troppo. Tentan di arrivare al problema originario, finendo per sbattere contro le leggi incontrovertibili della natura, le quali hanno individuato come il problema originario, lasciando infine perdere il tutto e rimodulando i propri sentimenti.

2.4.2. Sono invece stupidi gli uomini che abbandonati al primo sentimento (rabbia, amore, odio) non tentan di arrivare al problema originario. Essi sono stupidi si, ma felici perchè attraverso la vendetta risolvon quello che credono il problema

2.4.2.1. essi non soffrono; essi vengono chiamati anche 'uomini d'azione'

2.5. Gli uomini agli interessi monetari molto spesso preferiscono, un interesse che va al di là di tutto e per il quale ogni schema pre impostato si distrugge

2.5.1. Tale "interesse degli interessi" è la propria volontà; agire di propria ragione anche andando contro al proprio tornaconto, spesso alle leggi della natura, solo per aver propria indipendenza

2.5.1.1. E nulla sarebbe cosi bello se ci fosse una tabella a spiegarci come muoverci; ne passione ne desideri ci spingerebbero al raggiungimento del nostro destino e la noia la farebbe da padrona

2.5.1.2. la ragione non colma che una parte del volere dell'uomo; la natura umana, di cui fa parte anche l'inconoscibile, è viva e composta da una nostra particolare indipendenza del volere che deve sovrastare la ragione stessa

2.5.1.3. ed è la storia nel suo quadro più ampio ad indicarci come l'uomo sia irragionevole; come nel suo modo di fare esso voglia distinguersi dalle cose "[...]perché tutta la faccenda dell'uomo mi pare si riduca in realtà al dimostrare ogni istante a se stessi di essere uomini e non tasti!"

2.5.1.3.1. perchè l'uomo è insensato e spesso ingrato e fugherebbe dal proprio registro solo per dimostrare di essere in grado di poterlo fare

2.5.1.3.2. Forse, dice Io, l'uomo ha paura di raggiungere il suo scopo, di portarlo a compimento. Egli ama ciò che porta al raggiungimento dello scopo e non lo scopo stesso. La via per lo scopo è vita, lo scopo in se stesso è morte.

3. I ricordi di IO

3.1. Io, aveva 24 anni, ed era intelligente oltremodo, ma al tempo stesso, pur considerandosi spesso migliore e piu evoluto degli altri, egli si credeva vile e schiavo

3.1.1. "[...] In generale, in tutti i tempi, un uomo che si rispetta deve essere un vile e uno schiavo. Questa è la legge naturale di tutti gli uomini che si rispettano sulla faccia della terra"

3.1.2. lo tormentava inoltre il pensiero di essre diverso dagli altri: "io sono solo mentre loro son tutti"

3.1.3. egli non viveva la vita d'ufficio, e non era amico di nessuno

3.1.3.1. passava le nottate da solo, concentrato sulle sue passioni, principalmente la lettura, che lo facevan star bene nel proprio sottosuolo

3.1.4. accadde poi che vide in una taverna due uomini litigare e decise di entrare, per vedere se era degno di esser anch'egli buttato dalla finestra, degno di onore di combattere

3.1.4.1. entrato, si mise di mezzo al cammino di un ufficiale; egli però non lo degnò di uno sguardo e lo spostò di peso 'come una mosca'

3.1.4.1.1. questo piccolo evento, diventò per Io un evento gigante