Aristotele: Fisica II

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Aristotele: Fisica II da Mind Map: Aristotele: Fisica II

1. E' il primo a fare una "storia della filosofia" ripercorrendo la tradizione di studi fisici sull'indagine naturalistica che lo aveva preceduto

1.1. Come s'inserisce nella tradizione precedente ?

1.2. Riconosce ai Milesi di aver operato la prima indagine naturalistica in modo scientifico e razionale.

1.2.1. Talete: la vita risiede in tutto ciò che è umido

1.2.2. Anassimandro: απειπον, l'indeterminato che noi non possiamo definire e circoscrivere

1.2.3. Anassìmene: aria, perchè più mobile dell'acqua

1.3. Eraclito: la φυσις come λογος e la realtà è una composizione armonica d'opposti il cui motore/ principio ordinatore è il fuoco. Fuoco primordiale > Universo > Conflagrazione universale

1.4. Parmenide e la scuola eleatica: stabilisce che l'essere è uno, immobile, immutabile, ingenerato ed eterno. Non esiste il divenire per cui eliminerebbe l'oggeto stesso della ricerca della fisica, cioè l'ente in divenire. Gli Eleati infatti considerano la φυσις come il contrario dell'essere e della verità. Parmenide non spiega il mondo naturale, lo elimina.

1.4.1. Aristotele compie il parricidio di Parmenide affermando che l'unicità del principio che in quanto uno fallisce la sua unicità perché il principio deve essere per sé stesso principio di qualcosa e quindi l'essere è almeno due e non uno.

1.5. Pluralisti ed atomisti si sono sforzati poi di ripristinare l'indagine sulla natura pur dovendo scendere a compromessi con la morale eleatica

1.5.1. Empedocle nel tentativo di coniugare il molteplice mondo sensibile con la stabilità dell'essere parmenideo afferma che i fenomeni di generazione e corruzione come nascita e morte siano soltanto un processo di mescolanza e separazione di cose che sono eterne e indistruttibili e che lui individua nei quattro ELEMENTI che si mescolano e separano sotto l'effetto di Amore e Odio

1.5.2. Anassagora legge nel νους trascendente l'unico principio della natura, compie un passo in avanti rispetto ad Empedocle perché svincola i principi dall'antropomorfismo ma anche lui nega il passaggio dall'essere al non essere e viceversa, pensandolo come un processo di mescolanza e separazione degli elementi che per Anassagora sono i SEMI che sono di numero infinito. Ogni seme possiede in potenza tutti gli altri "tutte le cose sono in ogni cosa" ma ne prevale un certo tipo da un punto di vista quantitativo

1.5.3. Per Democrito i principi sono di numero infinito. Partendo dalle premesse di Zenone e dalla possibilità di segmentare all'infinito il tempo Democrito applica lo stesso ragionamento alla materia e supera l'aporia affermando il principio dell'indivisibilità della materia nell'atomo.

1.6. Il sistema dottrinale platonico e il modello della spiegazione matematica del mondo naturale

1.6.1. L'unica conoscenza possibile è quella di ciò che è stabile ed eterno, ovvero l'unica conoscenza possibile è quella delle idee. Non può esistere scienza della fisica

1.6.1.1. Platone riduce il mondo materiale all'astrazione dei corpi nei quattro solidi regolari della geometria, i poliedri.

1.6.1.2. Per Aristotele queste sono astrazioni dal sensibile e il mondo reale è fatto di sostanze

2. La tradizione manoscritta di Aristotele risale all'edizione di Andronico di Rodi (I a.C.) e coincide con l'editio princeps 1495/1498 di Aldo Manuzio. La prima edizione critica del corpus è quella di Bekker con la quale tutt'oggi si suole organizzare e dividere l'intero corpus in: Organon ( dove s'introduce la logia e la teoria del sillogismo e di quello scientifico), Fisica, Metafisica, Etica e Filosofia Pratica

2.1. Composizione:

2.2. Le opere di Fisica occupano la seconda sezione del corpus aristotelico e si dividono in: Fisica, De Caelo, De generatione et corrutione e Metereologica

2.3. C'è da dire che lo stesso Aristotele suddivide le scienze in: 1) Teoretiche o contemplative che hanno il fine degli studi in sé stesse (fisica, metafisica o filosofia prima e matematica) 2)Pratiche, finalizzate all'azione dell'uomo (Politica ed Etica) 3) Opere poietiche il cui scopo è quello della produzione retorica

3. FISICA, LIBRO I La conoscenza scientifica passa attraverso la conoscenza dei principi delle cause e degli elementi di ciascuna cosa

3.1. Inizia la discussione servendosi del metodo dialettico che consta di 3 momenti: απορια (problema), διαπορειν (analisi) , ευπορειν (risoluzione)

3.2. CAP. I Per definire la scienza della natura occorre ricercarne i principi: partendo da ciò che è più noto e più chiaro per noi a ciò che è più noto e più chiaro per natura. Dalla totalità alla singolarità (come accade ai nomi rispetto alle definizioni: tutti i bambini chiamano tutti gli uomini papà e tutte le donne mamma prima di distinguere i propri)

3.2.1. A noi sono chiare le cose più confuse e soltanto in un secondo momento, a chi è in grado di distinguerle, saranno noti gli elementi e i principi.

3.3. CAP. II La ricerca dei principi

3.3.1. Nel caso sia soltanto uno può essere immobile o in movimento

3.3.2. Nel caso in cui siano molti possono essere di numero finito o infinito

3.3.3. L'unica conclusione possibile è che i principi siano molti ma di numero finito

3.3.4. Gli enti naturali non possono non essere in movimento

3.4. CAP. IV Rifiuta l'infinità dei principi discutendo delle teorie dell'origine della molteplicità dei principi. Introduce il concetto di sostrato

3.5. CAP. V Inizia ad ipotizzare che i principi siano i contrari ma nessun contrario agisce sull'altro semmai entrambi agiscono su un terzo termine

3.6. CAP. VI afferma che i principi non possono essere né uno né infiniti ma due o tre o più di tre.

3.6.1. Oltre ai due contrari che sono forma e privazione agisce un terzo principio: il SOSTRATO. E' in questa fase che identifica la natura sia come sostrato che come sostanza. Del resto la sostanza coincide con il sostrato o soggetto. Non esiste il contrario della sostanza. Non c'è nessun contrario di un uomo determinato

3.6.1.1. La SOSTANZA (ουσια) pur non avendo nessun contrario accoglie i contrari.

3.7. CAP. VII imposta il problema del divenire. Un uomo non musico diviene musico. In cui il sostrato/soggetto si manifesta sotto duplice forma, numericamente sempre uno, ma dal punto di vista formale la sua proprietà di non musico si muta nella sua proprietà contraria di musico. Quindi da un lato è identico a prima dall'altro ha una proprietà che è mutata dopo il divenire.

3.7.1. Ma allora la sostanza è sostrato o forma??

3.8. CAP. VIII confuta la dottrina degli Eleati avvisando che questi non avevano compreso che tra i contrari deve esistere il sostrato,l' υποκειμενον

3.8.1. Gli Eleati non percepiscono il non essere relativo degli enti, il qualcosa che diviene non dal non essere assoluto ma dal non essere qualcosa. Dal sostrato inteso come "natura soggiacente" privo cioè di forma specifica

3.9. CAP. IX confuta la dottrina di Platone e dei Platonici sulla triade dei principi Uno, Grande e Piccolo. I platonici hanno compreso la necessità di una natura soggiacente che hanno identificato con Grande e Piccolo che in realtà sono un unico principio indeterminato per cui Aristotele li accusa di ricadere nell'errore eleatico della dialettica essere - non essere

3.9.1. Il non essere in senso assoluto è la PRIVAZIONE

3.9.2. Il non essere in senso relativo è il SOSTRATO

3.9.3. Qualcosa di divino/desiderabile. Da una parte il contrario di questo (privazione), dall'altra ciò che naturalmente tende ad esso (materia-sostrato). In Platone il contrario desidera la propria distruzione perché i contrari sono l'uno la distruzione dell'altro. Ciò che perisce secondo Aristotele è la privazione che nel divenire lascia posto alla forma.

4. FISICA, LIBRO II - 1

4.1. il primo problema: definire la natura e gli enti naturali che egli divide in

4.1.1. Tutte queste cose hanno natura

4.1.1.1. Simplicio ci dice che con sostrato s'intende la materia, mentre la natura che è in un sostrato sarebbe la forma, il principio.

4.1.1.1.1. Materia/sostrato + forma

4.1.1.1.2. La natura è il sostrato

4.1.1.1.3. Ciò che è in un sostrato è forma

4.1.2. Enti che sono costituiti per natura

4.1.2.1. possiedono in sé stessi il principio di movimento e quiete

4.1.2.1.1. Possono esserci tre modi in cui avviene il movimento

4.1.3. Enti che sono dovuti ad altre cause

4.1.3.1. sono gli enti prodotti dalla τεχνη

4.1.3.1.1. possiedono un impulso al mutamento soltanto accidentalmente, in quanto accade che questi oggetti siano fatti di qualche mescolanza di enti naturali. Come nell'esempio del medico che guarisce se stesso

4.1.3.1.2. Il movimento in questi è una condizione accidentale

4.1.4. Sono secondo natura gli enti naturali e le loro proprietà essenziali

5. I principi del divenire

5.1. PRIVAZIONE στερηεσις

5.2. FORMA ειδος

5.3. SOGGETTO/SOSTRATO υποκειμενον