I FENOMENI VULCANICI

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I FENOMENI VULCANICI da Mind Map: I FENOMENI VULCANICI

1. 1 Il vulcanismo

1.1. L'attività vulcanica

1.1.1. L’attività vulcanica può manifestarsi in modi molto diversi

1.1.1.1. Il meccanismo che fa innescare i fenomeni vulcanici

1.1.1.2. I segni dell’attività vulcanica: i modi in cui si sviluppa tale attività

1.1.1.3. Con effusioni laviche imponenti ma tranquille oppure con esplosioni violente

1.1.1.4. La distribuzione geografica dell’attività vulcanica segue un disegno preciso

1.2. I magmi

1.2.1. Hanno origine nella crosta e nella parte alta del mantello, risalgono per galleggiamento

1.2.2. Si formano per fusione parziale delle rocce presenti in profondità -> Produce magmi diversi

2. Avviene attraverso la continua fusione di rocce in profondità, seguita dalla risalita dei materiali fusi (magmi) e dalla loro solidificazione

3. 2 Eruzioni, edifici vulcanici e prodotti dell’attività vulcanica

3.1. I diversi tipi di eruzione

3.1.1. Attività di tipo Hawaiiano

3.1.1.1. abbondanti effusioni di lave che derivano da magmi

3.1.1.1.1. CALDI

3.1.1.1.2. FLUIDI

3.1.1.1.3. POCHI GAS

3.1.1.2. Danno origine ad edifici molto larghi

3.1.1.2.1. Possono generarsi "fontane di lava" alte più di 100 m

3.1.2. Attività di tipo islandese

3.1.2.1. La lava, sempre molto FLUIDA, fuoriesce da lunghe fessure

3.1.2.2. Il ripetersi di tali eruzioni porta alla formazione di vasti espandimenti lavici basaltici

3.1.2.2.1. A volte l’attività effusiva è accompagnata da modesta attività esplosiva

3.1.3. Attività di tipo stromboliano

3.1.3.1. Lava abbastanza FLUIDA

3.1.3.2. La lava ristagna nel cratere, dove inizia a solidificare. Si forma una crosta solida Si vanno accumulando i gas che continuano a liberarsi dal magma

3.1.3.2.1. Quando la pressione del gas è sufficiente spacca la crosta creatasi, generando una modesta esplosione

3.1.3.2.2. La colonna dei materiali espulsa arriva a qualche centinaio di metri di altezza

3.1.4. Attività di tipo vulcaniano

3.1.4.1. La lava è molto più viscosa

3.1.4.2. E' caratterizzata da un meccanismo simile a quello stromboliano

3.1.4.2.1. I gas si liberano con più difficoltà e la lava solidifica Forma un tappo di grosso spessore

3.1.5. Attività di tipo pliniano (vesuviano)

3.1.5.1. Attività vulcanica caratterizzata dall’estrema violenza dell’esplosione iniziale

3.1.5.2. La colonna di gas fuoriesce dal condotto con velocità e salire diritta verso l’alto per alcuni km, prima di espandersi in una grande nuvola

3.1.5.2.1. Dalla nuvola ricadono grandi quantità di frammenti di lava vetrificata (pomici)

3.1.5.3. Magma VISCOSO e RICCO DI GAS, in rapida risalita.

3.1.5.3.1. Camere magmatiche di grandi dimensioni.

3.1.6. Attività di tipo peléeano

3.1.6.1. Lava ad ALTISSIMA VISCOSITA' e a TEMPERATURA relativamente BASSA

3.1.6.2. La lava viene spinta fuori dal condotto già quasi solida e forma cupole o torri alte qualche centinaio di metri

3.1.7. Attività idromagmatica

3.1.7.1. Dovuta all’interazione tra il magma a modesta profondità (fino a qualche km) e l’acqua che permea le rocce

3.1.7.2. Il brusco passaggio dell’acqua allo stato di vapore genera enormi pressioni che possono far saltare l’intera colonna di rocce sovrastanti, aprendo un condotto verso l’esterno

3.1.7.2.1. Il vapore che trascina con sé frammenti di rocce

3.1.7.2.2. Dà origine a una densa nuvola di vapore e materiali solidi,

3.1.7.2.3. La nube si espande a grande velocità (oltre 150 km/h), lasciando accumuli piroclastici

3.1.8. Attività esplosiva che porta alla formazione dei diatremi

3.1.8.1. Quando il magma in risalita da zone molto profonde fuoriesce in modo altamente esplosivo

3.1.8.1.1. Si apre la parte finale del camino vulcanico

3.1.8.1.2. Tale cavità a forma di imbuto è riempita dalle rocce frantumate e viene chiamata diatrema

3.1.8.2. Da fusione parziale delle rocce presenti e ricchi in gas

3.1.8.2.1. Arrivano ad esplodere nell’atmosfera a velocità di oltre 2000 km/h, gas e frammenti solidi lanciati

3.2. La forma degli edifici vulcanici

3.2.1. Si accrescono nel punto in cui il materiale fuso fuoriesce

3.2.1.1. all’estremità aperta in superficie (cratere)

3.2.1.2. lungo spaccature che penetrano profondamente nell’interno della Terra

3.2.2. Il condotto vulcanico mette in comunicazione l’edificio esterno con l’area di alimentazione (camera magmatica)

3.2.3. La forma di un edificio vulcanico dipende strettamente dal tipo dei prodotti eruttati

3.2.3.1. I vulcani-strato

3.2.3.2. I vulcani a scudo

3.3. I prodotti dell’attività vulcanica

3.3.1. Materiali gassosi e materiali solidi sono i tipici prodotti dell’attività vulcanica.

3.3.2. Materiali gassosi: abbondanti sono il vapore acqueo (arriva al 70%) e l’anidride carbonica

3.3.3. I materiali solidi che costituiscono gli edifici vulcanici

3.3.3.1. Espulsi dal vulcano nelle fasi esplosive della sua attività

3.3.4. Anche i depositi piroclastici o piroclastiti possono assumere aspetti molto diversi

3.3.4.1. Nelle fasi esplosive i gas trascinano via grandi quantità di rocce

3.3.5. L’aspetto di una colata di lava in corso dipende da vari fattori

3.3.5.1. - Quando la lava che fuoriesce è molto fluida - sulla sua superficie si forma rapidamente una crosta levigata - sotto la lava continua a scorrere fino ad arrivare a grande distanza

3.3.5.2. Se la lava è più viscosa, la superficie della colata si frantuma in numerosi frammenti spigolosi

3.3.5.3. Se la colata di lava fuoriesce sul fondo di un oceano, la sua superficie si riveste di una crosta vetrosa

3.4. Altri fenomeni legati all’attività vulcanica

3.4.1. Nell’attività vulcanica l’acqua è spesso presente in abbondanza,

3.4.1.1. I detriti piroclastici (formati da granuli sciolti) assorbono acqua e diventano saturi, diventano instabili e colate di fango (lahar)

3.4.1.2. I lahar possono formarsi anche molto tempo dopo l’eruzione Anche lungo le pendici dei rilievi circostanti il vulcano (ricoperti dalle ceneri e polveri eruttate)

3.4.2. Manifestazioni tardive

3.4.2.1. Continuano a salire i gas residui, accompagnati da acque termo-minerali

3.4.2.1.1. Fenomeni legati a queste manifestazioni tardive sono i geyser

3.4.2.1.2. Altre manifestazioni sono le fumarole e mofète

4. Possono sembrare simili

4.1. Eruzioni veloci : pochi secondi o minuti

5. in realtà

5.1. Le eruzioni stromboliane si possono seguire senza grossi pericoli, perché l’energia è modesta e i brandelli lanciati cadono vicino

5.2. L’attività vulcaniana è più violenta e pericolosa, con lancio di massi anche a kilometri di distanza.

6. 3 Vulcanismo effusivo e vulcanismo esplosivo

6.1. Il vulcanismo effusivo delle dorsali oceaniche e dei punti caldi

6.1.1. Quando un magma fluido risale verso la superficie

6.1.2. La manifestazione più imponente di vulcanismo effusivo sulla Terra - sott’acqua, vicino alle dorsali oceaniche

6.1.3. Isole Hawaii, giganteschi vulcani a scudo associati all’attività di un «punto caldo»

6.2. Il vulcanismo esplosivo

6.2.1. Quando il magma che risale è viscoso, i gas iniziano a liberarsi in singole bollicine, la pressione da essi esercitata sale continuamente

6.2.2. Quando si arriva all’esplosione i gas roventi fuggono dal condotto con estrema violenza

6.2.2.1. Se c'è una parziale ostruzione del cratere l’esplosione avviene lateralmente La nuvola rotola lungo il pendio

6.2.2.2. Il vulcanismo esplosivo porta all’accumulo di enormi quantità di prodotti piroclastici

6.3. La distribuzione geografica dei vulcani

6.3.1. Si possono distinguere tre diverse situazioni geografiche:

6.3.1.1. Edifici lineari lungo le dorsali oceaniche

6.3.1.1.1. E' il tipo di vulcanismo più esteso, emissione di gigantesche quantità di lave basaltiche dalle dorsali oceaniche.

6.3.1.2. Edifici centrali lungo i margini dei continenti o catene di isole

6.3.1.2.1. I grandi vulcani della Terra sorgono lungo margini di continenti o lungo catene di isole. Sono vulcani altamente esplosivi: prodotti piroclastici da intermedi ad acidi

6.3.1.3. Edifici centrali o lineari isolati (punti caldi) all’interno di aree continentali e piane abissali oceaniche

6.3.1.3.1. I numerosi punti caldi sono distribuiti in modo apparentemente casuale sulla superficie

6.3.2. Punti fondamentali

6.3.2.1. Il vulcanismo si manifesta come trasferimento di materiali dall’interno caldo del pianeta in superficie

6.3.2.2. Tale trasferimento avviene con processi diversi

6.3.2.2.1. - nelle dorsali oceaniche, materiali solidi ma molto caldi risalgono nel mantello, fondono e fluiscono attraverso fessure che tagliano la crosta

6.3.2.2.2. - a ridosso delle fosse oceaniche, i magmi che attraversano la crosta si arricchiscono in gas, per cui eruttano con esplosioni violente

6.3.2.2.3. - nei punti caldi, il materiale molto caldo risale da grandi profondità e alimenta enormi effusioni

7. 4 Il rischio vulcanico

7.1. Il rischio vulcanico in Italia

7.1.1. La maggior parte dei vulcani si sussegue lungo le coste dalla Toscana alla Sicilia

7.1.2. Gli insediamenti umani vicino ai vulcani ripropone drammaticamente il problema del RISCHIO VULCANICO

7.1.2.1. Lo studio della morfologia e delle manifestazioni eruttive del Vesuvio ha permesso carte del rischio vulcanico

7.1.2.2. Altra area a rischio: Campi Flegrei, lenti movimenti verso l’alto o verso il basso si manifestano

7.2. La prevenzione del rischio vulcanico

7.2.1. Misurazione delll’attività sismica

7.2.2. Monitoraggio delle falde acquifere (misure di temperatura, pH, conducibilità elettrica, livello freatico)

7.2.3. Monitoraggio della CO2 emessa dal suolo

8. RISCHIO VULCANICO

8.1. Quando, invece, l’attività vulcanica è in prevalenza di tipo effusivo Difesa attiva, durante l’eruzione (Etna)

9. Nel caso del Vesuvio e dei Campi Flegrei, la cui attività è stata quasi sempre esplosiva, l’unica possibilità di difesa è nel riconoscere l’avvicinarsi di un’eruzione

10. VESUSIO (vulcano a strato)

10.1. Il Vesuvio è solo una parte del grande edificio vulcanico nato come vulcano-strato tra 39 000 e 20 000 anni fa. Più tardi, il collasso della parte superiore del vecchio vulcano portò alla formazione di una caldera. Si è innalzato in seguito un nuovo cono, il Vesuvio

10.2. L'ultima eruzione del Vesuvio fu nel 1944, nonostante questo, il vulcano è sicuramente attivo

10.2.1. Nel caso di un'eruzione del Vesuvio, si dovrebbero allontanare le oltre 600 000 persone dai 18 comuni ritenuti a rischio: i piani della Protezione Civile prevedono i luoghi, al di fuori della Campania, in cui far avvenire il trasferimento

11. ETNA (vulcano a scudo)

11.1. E' il più grande vulcano attivo d’Europa

11.2. La sua attività persistente è un laboratorio naturale di vulcanologia E' sottoposto a una sorveglianza continua, non solo a fini conoscitivi, ma anche per la valutazione del rischio (colate laterali) per gli insediamenti urbani e agricoli in espansione sui suoi versanti