LA DISTENSIONE (tentativo di dialogo tra USA e URSS e fine delle tensioni e degli eccessi degli...

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LA DISTENSIONE (tentativo di dialogo tra USA e URSS e fine delle tensioni e degli eccessi degli anni precedenti) da Mind Map: LA DISTENSIONE   (tentativo di dialogo tra USA e URSS e fine delle tensioni e degli eccessi degli anni precedenti)

1. IL DISGELO

1.1. 1- molti prigionieri dei gulag tornarono a casa e poterono raccontare la propria esperienza

1.1.1. tutto ciò poté avvenire solo grazie Nikita Sergeevič Chruščëv il nuovo segretario del PCUS eletto dopo la morte di Stalin (5 marzo 1953)

1.1.1.1. Egli promosse riforme per modernizzare la società sovietica, cercò il dialogo con gli USA che fecero lo stesso sotto il governo del presidente Dwight Eisenhower

1.1.1.1.1. Nel luglio del 1955 si tenne la conferenza di Ginevra e le due potenze dialogarono per la prima volta dopo la fine della seconda guerra mondiale

1.1.1.2. Al XX Congresso del PCUS tenutosi nel 1956 Chruščëv lesse il cosiddetto trattato segreto" redatto da un'apposita Commissione centrale e denunciò i crimini di Stalin

1.1.1.2.1. 1- denunciò il "culto della personalità"

1.1.1.2.2. 2- denunciò l'imposizione delle idee e la sottomissione assoluta alle sue opinioni

1.1.1.2.3. 3- rese noto il "testamento di Lenin" nel quale egli ammoniva il partito a deporre Stalin dalla carica di segretario generale per il suo carattere e per la sua personalità

1.1.1.2.4. 4- mostrò la responsabilità nell'impreparazione dell'esercito sovietico per la "grande guerra patriottica"

1.1.1.2.5. 5- ammonì la rottura con Tito

1.1.1.2.6. 6- denunciò il "complotto dei camici bianchi": Stalin fingendo un complotto Ebreo ebbe l'occasione di eliminarne mlti scomodi

1.1.1.2.7. 5- ammonì la rottura con Tito

1.2. 2- gli scrittori tornarono ad avere libertà d'espressione

1.3. 3- poté avere voce il dissenso al regime

2. LA CINA

2.1. Alla fine degli anni 50 fra la Cina e la Russia emersero contrasti sia riguardo alla politica internazionale sia riguardo alla politica interna

2.1.1. L’unione sovietica infatti voleva assumere la guida esclusiva del mondo comunista mentre la Cina intendeva mettersi alla guida dei movimenti rivoluzionari del terzo mondo

2.1.1.1. I contrasti culminarono tra il 1959 e il 1960 dopo le pesanti critiche dell’Urss nei confronti del “grande balzo in avanti” e a seguito della scelta russa di non fornire assistenza la Cina in ambito nucleare (la Cina poi si dotò autonomamente della bomba atomica nel 1964)

2.1.1.1.1. L’Urss così accusò la Cina di settarismo e avventurismo mentre la Cina accusò l’Urss di revisionismo

2.1.1.2. Le comuni popolari divennero l’unità di base amministrativa ed economica della Cina ma il risultato fu fallimentare

2.2. Dopo la proclamazione del 1949 della Repubblica popolare la Cina aveva tentato di industrializzarsi soprattutto dal punto di vista della dell’industria pesante ma anche di compiere una riforma agraria

2.2.1. La riforma agraria del 1950 fu fallimentare e Mao Zedong nel 1958 propose la campagna del“grande balzo in avanti”

2.3. Tra il 1966 e il 1968 vi fu la cosiddetta “rivoluzione culturale“ promossa da Mao per combattere i moderate del gruppo dirigente cinese

2.3.1. Le guardie rosse negli ambienti di lavoro, nelle scuole e all’interno del partito contestavano e rovesciavano l’autorità. Accusando di aderire a una “deriva borghese” rinchiudevano milioni di persone all’interno di campi di rieducazione

2.3.1.1. I morti furono circa 3 milioni e il risultato fu un vero e proprio colpo di Stato

2.3.1.1.1. Poi Zhou Enlai, primo ministro, dal 1949 cambiò la direzione in politica estera e la Cina comunista venne ammessa all’ONU

3. IL SESSANTOTTO

3.1. Il sessantotto è un movimento internazionale che esplose nel 1968 con una serie di grandi agitazioni nelle università, nelle scuole secondarie, nelle fabbriche e nelle piazze

3.1.1. I protagonisti di questo movimento furono i giovani che per la prima volta avevano la loro indipendenza economica e formavano nuova categoria di consumatori

3.1.1.1. Manifestarono per dimostrare un’insofferenza generale e per “contrastare il sistema”

3.1.1.1.1. Il primo segno dell’impegno dei giovani contro ogni forma di autoritarismo e verso il rinnovamento politico, culturale e sociale fu la protesta pacifista contro la guerra in Vietnam

3.1.1.2. Temendo che il paese divenisse comunista, dopo l’incidente del Golfo Tonchino (avvenuto nel 1964) gli Stati Uniti iniziarono ad inviare truppe

3.1.1.2.1. Nel 1968 i Vietcong lanciarono nel Vietnam del sud una grande offensiva che portò alla sospensione dei Bombardamenti da parte degli Stati Uniti

4. LA GUERRA IN VIENTAM

4.1. Dopo il 1954 con gli accordi di Ginevra il Vietnam era diviso nella Repubblica comunista del Nord con a capo Ho Chi Minh e nella Repubblica del sud con a capo Ngo Dinnh Diem

4.1.1. Nel Vietnam del sud si sviluppò movimento comunista di guerriglia, chiamato Vietcong, che venne appoggiato dal Vietnam del Nord

4.2. le conseguenze

4.2.1. In Laos e Cambogia andarono al potere cosiddetti Khmer Rossi, un gruppo di guerriglieri comunisti

4.2.1.1. questi diedero vita a durissime misure dii repressione e a un vero e proprio sterminio

4.2.1.1.1. Solo nel 1978 un intervento vietnamita agli allontanò dal potere

4.3. le motivazioni dell’intervento dell’USA

4.3.1. Per via dell’insuccesso militare della riprovazione internazionale e della lacerante contestazione interna il governo dovette legittimare il proprio intervento

4.3.1.1. Addusse come prima causa il dover impedire al comunismo di espandersi in Vietnam

4.3.1.2. Come motivo del fallimento invece addusse il metodo della guerriglia utilizzato dal Vietnam del Nord

5. KENNEDY

5.1. Eletto nel gennaio del 1961 fu il più giovane presidente degli stati degli stati Uniti e anche il primo di religione cattolica

5.1.1. Politica estera

5.1.1.1. Rapporti con l’URSS

5.1.1.1.1. Nel giugno del 1961 Kennedy incontrò Krusciov per discutere riguardo aLla questione di Berlino ovest: secondo i sovietici sarebbe dovuta diventare una città libera mentre per gli americani faceva parte a tutti gli effetti della Germania federale.

5.1.1.2. Rapporti con Cuba

5.1.1.2.1. Nel gennaio del 1959 era salito al governo cubano un governo di tendenze marxiste guidato da Fidel Castro

5.1.2. Politica interna

5.1.2.1. 1- Per aiutare le fasce sociali più deboli aumenta di molto la spesa sociale

5.1.2.2. 2- Aumentò la spesa per la ricerca spaziale

5.1.2.3. 3- si impegnò in una battaglia per rinnovare la società americana

5.1.2.3.1. Cercò soprattutto di superare le gravi discriminazioni che ancora colpivano i neri

6. SALVADOR ALLENDE

6.1. Nel 1970 il medico socialista Salvator Allende Gossens vinse le elezioni in Cile

6.1.1. Questa vittoria non venne affatto gradita dagli Stati Uniti che infatti cercarono di contrastarla anche illegalmente

6.1.2. La politica di Allende fu caratterizzata da una frenetica attività legislativa in favore dei più poveri

6.1.2.1. Venne distribuito mezzo litro di latte al giorno ai bambini cileni

6.1.2.2. L’istruzione primaria divenne gratuita

6.1.2.3. Vennero nazionalizzate le miniere di rame senza indennizzo per i legittimi proprietari

6.1.2.3.1. A causa della cattiva congiuntura internazionale e delle pressioni delle multinazionali degli Stati Uniti il prezzo del rame crollò

6.1.2.4. Vennero espropriate e ridistribuite nelle campagne 1300 proprietà fondiarie

6.1.3. Motivi del fallimento dell’esperienza socialista cilena

6.1.3.1. 1- Intervento dell’esercito

6.1.3.2. 2- Divisioni interne allo stesso blocco politico che sosteneva Allende

6.1.3.3. 3- Al programma di Allende si ribellarono i ceti più abbienti e tradizionalisti

7. AREE DI TENSIONE

7.1. La guerra dei sei giorni

7.2. L’Egitto nel giugno del 1967 decise di impedire il commercio israeliano li Golfo di Aqaba

7.2.1. L’Israele perciò il 5 giugno attaccò l’Egitto e reagì poi hai attacchi della Siria e della Giordania

7.2.1.1. Gli USA appoggiarono Israele mentre l’Urss appoggiò i paesi arabi

7.2.1.1.1. La guerra si concluse dopo sei giorni con la vittoria degli israeliani che rafforzarono la propria sicurezza e acquisirono territori

7.2.2. Gli israeliani riuscirono a scacciare gli avversari a fatica e occuparono il territorio siriano del Golan

7.2.2.1. La guerra ebbe come esito il termine del mito dell’invincibilità israeliana e il rafforzamento del blocco arabo

7.2.2.1.1. Nel 1979 il presidente egiziano Sadat si allontanò dall’Urss e stipulò la pace con Israele con il trattato di Washington

7.3. La guerra del Kippur

7.3.1. Chiamata così per via della festività ebraica di Yom Kippur che si celebra il 6 ottobre, giorno in cui il presidente egiziano Sadat decise di attaccare, insieme alla Siria, Israele

7.4. La guerra tra l’Iran e l’Iraq

7.4.1. A capo dell’Iran salì nel 1979 un esponente del clero sciita l’ayatollah Khoimeni

7.4.1.1. Impose un regime basato sul fondamentalismo religioso e ottenne il consenso popolare tramite la mobilitazione delle folle contro invece esterni come gli Stati Uniti, l’Urss ma soprattutto l’Iraq

7.5. Dal 1980 sino al 1988 vi fu una guerra tra l’Iran e l’Iraq dovuta sia contrasti territoriali e politici

7.5.1. Si concluse senza un vincitore ma con 1 milione di morti

7.6. L’intervento sovietico in Afghanistan

7.6.1. Dopo la sconfitta degli Stati Uniti in Vietnam l’unione sovietica iniziò a diffondere la propria influenza su paesi come Vietnam, Angola, Etiopia e cercò di diffondersi in Afghanistan

7.6.1.1. Nel 1979 le truppe sovietiche entrarono in Afghanistan per difendere il regime comunista filosovietico

7.6.1.1.1. Venne osteggiato però da Pakistan e Stati Uniti e dopo due anni nel 1987 ritirò le truppe

7.6.1.2. Elaborata dagli esperti della difesa americani, sottolineava la superiorità americana nel settore nucleare e sosteneva che gli Stati Uniti avrebbero risposto con massicci attacchi atomici a ogni aggressione

8. L'EQUILIBRIO DEL TERRORE

8.1. Riguardo ai contrasti tra USA e Urss vennero elaborate tre strategie

8.1.1. 1-la strategia della rappresaglia totale

8.1.2. 2- La strategia della Mad ovvero Mutual Assured Destruction

8.1.2.1. Entrambe le forze dovevano avere una forza nucleare tale da poter infliggere un danno inevitabile insopportabile all’avversario

8.1.2.1.1. Dopo questa strategia si sta auro il cosiddetto “equilibrio del terrore”

8.1.3. 3- la strategia della risposta flessibile

8.1.3.1. Strategia elaborata dagli americani secondo cui ogni attacco sovietico si sarebbe scontrato con una risposta armata dello stesso livello

8.1.3.1.1. Questa strategia portò alla cosiddetta “paralisi nucleare “e i due Stati iniziarono perciò a collaborar e per diminuire le armi nucleari