1. Ipparco di Nicea
1.1. Grazie alle conoscenze dei Caldei babilonesi riuscì a sviluppare accurati modelli per spiegare il moto del Sole e della Luna.
1.1.1. Registrò la presenza di ben 850 stelle, descrivendo per ognuna la posizione, senza nemmeno l'utilizzo di telescopi o orologi.
1.1.1.1. Indicò anche la luminosità delle stelle, che gli servì anche per classificare le stelle in sei gruppi, la magnitudine stellare.
1.1.1.1.1. Presunse che le stelle non fossero fisse, ma immobili, grazie all'osservazione di una stella.
1.2. Nessuna delle sue opere si è conservata, a parte un commentario su un poema di argomento astronomico.
1.2.1. Tramite una lista dei suoi lavori principali sappiamo che le opere erano 14.
1.2.1.1. Probabilmente scrisse anche opere sulla meteorologia, sulla matematica e sull'ottica, anch'esse andate perdute.
1.2.1.1.1. Scrisse un trattato sulla gravità, "Sui corpi spinti in basso dal proprio peso".
1.3. Inventò l'astrolabio, uno strumento con cui si poteva localizzare o calcolare la posizione di corpi celesti.
1.3.1. Stima per primo la distanza tra la Terra e la Luna. Scopre come prevedere eclissi lunari e solari. Scopre anche la precessione degli equinozi.
1.3.1.1. Corresse anche la misura della circonferenza terrestre data da Eratostene.
1.4. Fu considerato come il padre della scienza astronomica, molti lo reputano il più grande astronomo greco.
1.4.1. Nonostante ciò Cicerone desse la preferenza ad Aristarco di Samo.
2. Aristarco di Samo
2.1. Introduce una teoria astronomica in cui il Sole e le stelle fisse sono immobili, mentre la Terra ruota attorno al Sole percorrendo una circonferenza.
2.1.1. Ci rimangono pochi frammenti delle sue opere sulla teoria eliocentrica, tra cui brevi citazioni di tradizione indiretta.
2.1.2. Le stelle fisse si dovevano trovare a distanze enormemente maggiori del diametro dell'orbita terrestre.
2.1.2.1. Questa teoria fu molto criticata. I suoi contemporanei si chiedevano perché le stelle non cambiassero posizione durante l'anno.
2.2. Attribuiva alla Terra anche un moto di rotazione diurna attorno ad un asse inclinato rispetto al piano dell'orbita intorno al Sole.
2.2.1. Questo movimento apparente avrebbe dovuto essere un'ellisse, è quello che noi chiamiamo parallasse annua.
2.3. L'eliocentrismo di Aristarco fu rifiutato da Platone, Aristotele e quattro secoli dopo, da Claudio Tolomeo.
2.4. In suo onore sono stati chiamati il cratere lunare Aristarchus e l'asteroide 3999 Aristarchus.
2.5. Ci rimane solo un trattato "Sulle dimensioni e distanze del Sole e della Luna".
3. Apollonio di Perga
3.1. Riesce a spiegare il moto apparente dei pianeti, la velocità variabile della Luna e la variazione di luminosità degli astri.
3.2. Sopravvissero due opere: "Separazione di un rapporto" e "Le coniche".
3.2.1. Le sezioni coniche rappresentano l'intersezione di un piano con un cono.
3.2.1.1. Descrivono una circonferenza, un'ellisse, una parabola e un'iperbole.
3.3. Grazie alle sue innovazioni influenzò diversi studiosi successivi come Tolomeo, Cartesio, Keplero e Newton.
3.4. Stima la grandezza del Sole e della Luna e calcola le relative distanze della Terra.
3.5. Scrisse anche a proposito dell'elica cilindrica, del confronto da dodecaedro e icosaedro, e dei limiti di pi greco.
3.5.1. Grazie alle sue conoscenze geometriche costruisce una meridiana in cui l'ombra viene valutata su una superficie conica, fornisce così un'accuratezza maggiore delle meridiane con superficie piana.
3.6. Fu anche un grande matematico.
3.6.1. Diede infatti il nome alla ellisse, alla parabola e alla iperbole.
3.6.2. Introdusse in modo matematico le costruzioni geometriche degli epicicli e degli ex-centri.