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Adattata 2 da Mind Map: Adattata 2

1. Sindrome di Down

1.1. trisomia cromosoma 21

1.1.1. mancata scissione di una coppia di cromosomi

1.1.1.1. cooredo di 47 cromosomi invece che 46

1.2. sviluppo cognitivo influenzato da

1.2.1. fattori genetici

1.2.2. fattori ambientali e famiglia

1.2.2.1. fondamentali quindi atteggiamenti nella scuola, società e tempo libero

1.3. Aspetti caratteristici

1.3.1. Faccia tondeggiante e paffuta

1.3.2. testa piccola

1.3.3. fronte bassa, naso piccolo narici allargate

1.3.3.1. occhi tipici con rime palpebrali oblique

1.3.3.1.1. piega della pelle che copre angolo interno (epicanto)

1.3.4. zigomi alti, bocca piccola, labbra carnose con frequenti cicatrici

1.3.4.1. lingua grossa che spesso protende fuori per ipoplasia della mandibola

1.3.5. collo tozzo e corta, pelle abbondante nuca

1.3.6. arti superiori e inferiori corti e dita piccole

1.3.7. nel cervello solchi con minore profondità e circonvoluzioni più semplici

1.3.8. frequente malformazione apparato cardiovascolare

1.3.9. sviluppo somatico rallentato

1.3.10. sviluppo sessuale ritardato

1.3.11. linguaggio elementare acquisito con ritardo

1.3.12. vocabolario ridotto

1.3.12.1. permangono inoltre aspetti dislabici

1.3.12.1.1. causa difficoltà oro faringea

1.3.13. voce rauca

1.3.14. carattere dolce e gaio

1.3.15. amano la musica

1.3.16. ipotonia diffusa

1.3.16.1. alta flessibilità arti causa marcato rilassamento muscolare

1.3.16.1.1. e lassità legamentosa

1.3.17. età media mentale adulto 6 anni

1.3.17.1. alcuni bambini e ben stimolati sono in grado di raggiungere un certo grado di autonomia

1.4. Problematiche

1.4.1. Neuropatie

1.4.2. ritardo mentale

1.4.3. ipotonia

1.4.4. alterazioni muscolo scheletriche

1.4.4.1. alterazioni morfologica mani

1.4.5. alterazioni cardiopolmonari

1.4.6. eccesso cute regione sub occipitale (nuca)

1.4.7. alterazione morfologica cute delle mani

1.4.8. Profilo appiattito

1.5. Intervento educativo precoce

1.5.1. fondamentale per un maggiore sviluppo mentale

1.5.1.1. in particolare Esercizio Fisico e Dieta

1.5.1.2. Giochi motori essenziale per contrastare ipotonia

1.5.1.2.1. down iniziano tardi a manipolare

1.5.2. importante anche per migliorare la percezione dei genitori

1.5.2.1. motivandoli ad un ruolo attivo indispensabile

1.5.2.1.1. il terapeuta deve inizialmente recarsi a casa del bambino

1.5.3. attività motoria

1.5.3.1. essenziale fin dai primi anni

1.5.3.1.1. Inizialmente su una motricità globale e settoriale

1.5.3.1.2. poi concentrandosi sulla motricità fine

1.5.3.1.3. quando il bambino riesce a camminare

1.5.4. Scuola dell'infanzia

1.5.4.1. inizia rapporto figurazioni

1.5.4.1.1. importanza di insegnare ad usare le mani, a manipolare

1.5.4.2. bambino va condotto ad analisi caratteristiche spaziali

1.5.4.2.1. ed analisi caratteristiche temporali

1.5.4.2.2. sopra sotto, adesso, dopo

1.5.5. Scrittura

1.5.5.1. occorre un lavoro per insegnare precisione, pressione e coordinazione

1.5.5.1.1. indipendenza dita della mano, indipendenza del braccio in rapporto alla spalla

1.5.5.2. Vi può essere un RIFIUTO

1.5.5.2.1. solo apparente dovuto allo stato ansiogeno dei bambini down

1.6. Profilo Motorio

1.6.1. scarsa coordinazione motoria

1.6.1.1. difficoltà nell'esecuzione delle open skill

1.6.1.2. discreta abilità closed skill

1.6.2. non è in grado di sopportare sforzi prolungati

1.6.3. difficoltà nella manipolazione causa dita tozze

1.6.3.1. importanza di migliorare la coordinazione fino motoria

1.6.4. il ritardo del percorso motorio implica un ritardo di orientamento spaziale

1.6.4.1. utili in questo senso circuiti e orientirring

1.6.5. incapacità di pensiero astratto

1.6.5.1. insegnante deve fornire attività congrue ale sue capacità

1.6.6. necessitano di rinforzo continuo

1.6.6.1. dire che è bravo ecc

1.6.7. hanno senso del ritmo

1.6.8. la palla a un impatto emotivo positivo

1.6.8.1. stimola coordinazione

1.6.9. l'attività motoria consente lo sviluppo dell'autonomia

1.7. Nozioni fondamentali alla base dell'attività motoria e sportiva

1.7.1. Coscienza del proprio corpo

1.7.2. controllo equilibrio

1.7.3. controllo efficacia delle diverse coordinazioni globali e segmentarie

1.7.4. organizzazione dello schema corporeo

1.7.4.1. percezione e controllo del proprio corpo

1.7.4.1.1. consigliabile iniziare con esercizi elementari

1.7.4.2. equilibrio posturale economico

1.7.4.3. lateralità ben precisa

1.7.4.4. indipendenza dei diversi segmenti

1.7.4.5. controllo pulsioni e inibizioni

1.7.5. orientamento spazio temporale

1.7.5.1. progressiva rappresentazione del corpo

1.7.5.1.1. fino ad arrivare al corpo in movimento + nozione di spazio

1.7.6. capacità di adattamento al mondo estenro

1.7.7. in seguito a valutazione dopo i vari report

1.8. Esercizi

1.8.1. tramite specchio e lavagna

1.8.1.1. per presa di coscienza dei vari segmenti del corpo

1.8.1.1.1. esercizi disegnare, toccare su indicazione ecc

1.8.1.2. per organizzazione schema corporeo

1.8.2. tecniche di rilassamento

1.8.2.1. mezzo fondamentale che conduce al controllo dei movimenti

1.8.2.1.1. rilassamento globale

1.8.2.1.2. rilassamento segmentario

1.8.3. Equilibrio

1.8.3.1. tattili, visive, cinestetiche e labitintiche

1.8.3.1.1. servono per equilibrio

1.8.3.1.2. controllo Sincinesie

1.8.3.2. per arrivare ad un equilibrio economico

1.8.3.2.1. che consenta poi coordinazione dinamica

1.8.3.2.2. occorre coscienza del proprio corpo

1.8.3.2.3. economico significa automatico e poco dispendioso

1.8.3.3. equilibrio statico o dinamico in stretto rapporto con stati di ansia o insicurezza

1.8.3.4. educazione anche alla paura

1.8.3.4.1. alla caduta

1.8.4. Respirazione

1.8.4.1. associata alla percezione del corpo

1.8.4.2. spesso insufficiente nei bambini down

1.8.4.3. educazione respiratoria

1.8.4.3.1. molto importante

1.8.4.4. effetto calmante

1.8.4.5. esercizi fatti precedere da tecniche di rilassamento

1.8.5. coordinazione dinamica generale

1.8.5.1. mezzo per educare gli automatismi

1.8.5.1.1. sopprimere ansia

1.8.5.2. salto

1.8.5.2.1. esercizio di coordinazione globale per eccellenza

1.8.5.3. arrampicata

1.8.5.3.1. valore nuromotorio secondario

1.8.6. coordinazione oculomanuale

1.8.6.1. es lanciare e ricevere

1.8.6.1.1. per controllo del sè e della precisione

1.8.6.1.2. lanciare

1.8.7. Lateralizzazione

1.8.7.1. individuare dx e sx nel corpo

1.8.7.2. nel disabile è fonte di difficoltà arrivare a concepire il diverso utilizzo delle diverse parti

1.8.7.2.1. difficoltà nella scrittura e lettura

1.8.8. Organizzazione ed orientamento spazio temporale

1.8.8.1. nei down spesso problematico orientamento

1.8.8.1.1. motricità per acquisre nozioni di base

1.8.9. Ritmizzazione

1.8.9.1. minore sforzo intellettuale

1.8.9.1.1. ma per essere educativo deve essere volontario

1.8.9.2. permette indipendenza segmentaria

1.8.9.2.1. propedeutico alla coordinazione arto superiore

2. Sindrome Autistica

2.1. Disturbo generalizzato (pervasivo) dello sviluppo

2.1.1. coinvolge capacità interazione sociale

2.1.1.1. comunicazione verbale e immaginazione

2.1.2. ampia variabilità dello spettro

2.1.2.1. Spettro autistico ASD

2.1.2.1.1. Sindrome Asperger

2.1.3. altri disturbi pervasivi sviluppo

2.1.3.1. Sindrome di Rett

2.2. mancato sviluppo abilità utili all'autonomia

2.2.1. aggressività, distruttività, agitazione incontenibile

2.3. approccio psicogenetico: inadeguato

2.3.1. maltrattamenti NON sono causa

2.4. Cause

2.4.1. causa organica

2.4.1.1. alla base deficit neurologico

2.4.1.1.1. spesso con basi genetiche

2.4.1.1.2. con Risonanza Magnetica

2.4.2. spesso sconosciute

2.4.2.1. componente poligenica più accreditata

2.4.2.1.1. più geni combinati tra loro

2.4.3. sindrome perchè diversi sintomi

2.4.4. Kanner e Asperg hanno ipotizzato anche fattori organici

2.4.4.1. Autismo Cause Multifattoriali

2.4.4.1.1. infezioni, intossicazioni sofferenze perinatali

2.4.4.1.2. maggiore incidenza nei maschi

2.5. approccio psicognitivo

2.5.1. come ritardo mentale e dislessia

2.5.2. fondamentale intervento precoce

2.5.2.1. per favorire collegamenti tra sinapsi

2.5.2.2. può essere diagnosticato precocemente anche a 2 anni di età

2.5.2.2.1. bambini non sanno giocare

2.5.2.2.2. anche grazie all'osservazione dei genitori

2.6. Capacità Particolari

2.6.1. grande capacità mnemonica

2.6.1.1. precisione nel disegnare

2.6.1.2. calcolo matematico

2.6.2. notevole abilità arrampicata e orientamento

2.6.2.1. può essere usata per approccio terapeutico

2.6.3. comportamenti

2.6.3.1. NON parlano

2.6.3.2. Mal sopportano gli spostamenti degli oggetti che li circondano

2.6.3.3. scenate per futili motivi

2.6.3.4. comportamenti auto lesionistici

2.6.3.5. problemi di motricità fine

2.7. Differenza Ritardo Mentale e Autismo

2.7.1. Ritardo mentale e una diminuzione OMOGENEA delle facoltà intellettive

2.7.2. Autismo provoca sviluppo DISOMOGENEO

2.7.2.1. al bambino autistico deve essere insegnato tutto

2.7.2.1.1. il gioco non è un mezzo, ma un fine

2.8. caratteristiche cognitive dell'autismo

2.8.1. vasta gamma di differenze individuali, occorre tenere presente quando si progetta interventi

2.8.1.1. abilità visivie maggiori di attività verbali

2.8.1.2. molto pignoli

2.8.1.3. difficoltà a generalizzare, combinare e interagire

2.8.1.4. difficoltà nell'organizzazione e sequenzializzazione

2.8.1.5. difficoltà concentrazione

2.8.1.6. accentuata sensibilità agli stimoli

2.8.2. Difficoltà di interazione sociale

2.8.2.1. compromissione uso comportamenti verbali e non verbali

2.8.2.1.1. difficoltà interazione coetanei

2.8.2.2. mancata ricerca condivisione sociale o emotiva

2.8.3. difficoltà comunicative

2.8.3.1. problemi (assenza a volte) linguaggio parlato

2.8.3.1.1. problemi conversazione

2.8.3.2. linguaggio e gestualità stereotipati

2.8.3.3. assenza giochi simulazione o interazione sociale

2.8.4. comportamenti ripetitivi: STEREOTIPIE

2.8.4.1. interessi ristretti anomali per intensità e focalizzazione

2.8.4.2. rigida adozione rituali

2.8.4.3. manierismi motori

2.8.4.3.1. gesti sovraccarichi e sforzati

2.9. Intervento

2.9.1. creare ambiente "sicuro"

2.9.2. creare routine per favorire comunicazione

2.9.2.1. in questi contesti sicuri il bambino può produrre segnali comunicativi da usare in altri contesti

2.9.3. programmare la giornata in successioni di attività fisse

2.9.3.1. progettare giochi di sensazione e movimento

2.9.3.1.1. rendere prevedibili eventi in modo da dominarli

2.9.4. Organizzazione ambiente fisico

2.9.4.1. spazi facili da individuare

2.9.4.2. evitare distrazioni

2.9.4.2.1. spazi di lavoro vicino a scaffali

2.9.4.3. organizzare attraverso schemi visivi

2.9.4.3.1. autistico scarsa capacità di memorizzare istruzioni verbali

2.9.4.4. compito da svolgere presentato in modo chiaro

2.9.4.4.1. linee guida visive

2.9.5. importante empatia dell'insegnante

2.9.5.1. per capire quando il bambino è attento

2.9.6. Approcci riabilitativi

2.9.6.1. Neurocomportamentale - TEACCH (USA)

2.9.6.1.1. Treatment and Education of Acustic and Relatid Comunication Handicapped Children

2.9.6.1.2. prende in considerazione intero arco della vita

2.9.6.1.3. insegnamento strutturato

2.9.6.1.4. Obiettivo: rendere soggetto indipendente

2.9.6.1.5. in Italia

2.9.6.1.6. ridotto i ricoveri in strutture

2.9.6.1.7. genitore come fonte primaria di informazione

2.9.6.2. Evolutivo - Interattivo (Denver Model 2000)

2.9.6.2.1. utilizzo strategie approccio evolutivo

2.9.6.2.2. Gioco come modalità di apprendimento

3. Sordità

3.1. oggi si usa: audioleso, ipoacusico o non udente

3.2. carenza funzionale stabile ed elevata per cause differenti

3.2.1. impedisce normale evoluzione psico sensoriale

3.2.2. impedisce acquisizione spontanea linguaggio verbale

3.2.2.1. problemi inserimento sociale

3.2.2.2. Sordità totale

3.2.2.2.1. assenza di linguaggio

3.2.2.3. sordità parziale

3.2.2.3.1. limitazione quantitativa e qualitativa

3.2.3. intervento precoce evita mutismo

3.2.3.1. protesico o logopedistico

3.3. aspetto clinico funzionale dipende da

3.3.1. Insorgenza

3.3.1.1. Epoca di insorgenza importante per diagnosi

3.3.1.1.1. Molto importante per riabilitazione

3.3.1.1.2. diversa anche la gravità

3.3.2. Cause

3.3.2.1. Genetiche

3.3.2.1.1. cromosomiche

3.3.2.1.2. eredofamigliare

3.3.2.1.3. eritroblastosi fetale

3.3.2.2. Infettive

3.3.2.2.1. pre natale

3.3.2.2.2. post natale

3.3.2.3. tossiche

3.3.2.3.1. endogene

3.3.2.3.2. esogene

3.3.2.4. traumatiche

3.3.2.4.1. prenatale

3.3.2.4.2. neonatale

3.3.2.4.3. posta natale

3.3.2.5. diagnosi attravero

3.3.2.5.1. depistage audiometrico

3.3.2.5.2. Elettroencefaloaudiometria

3.3.2.5.3. Impedenzometria

3.3.2.5.4. Elettrococleografia

3.3.2.5.5. ci può dire solo a livello quantitativo

3.3.3. Entità e tipo del deficit

3.4. Terapia

3.4.1. Metodo Orale

3.4.1.1. in caso di Cofosi (perdita completa)

3.4.1.1.1. quando protesi inutili

3.4.1.1.2. labiolettura ed accorgimenti visivi

3.4.1.2. necessario periodo di preparazione

3.4.1.2.1. esercizi di respirazione, ripetizioni di vocali e consonanti labiali

3.4.2. attività motoria

3.4.2.1. essenziale ginnastica respiratoria

3.4.2.1.1. attenzione che esaurisce presto energie sistema nervoso

3.4.2.1.2. educazione attraverso apnee

3.4.3. ginnastica preventiva

3.4.3.1. per ipoacusici e anacusici

3.4.3.1.1. fondamentale perchè problemi posturali