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Presentazione generale del corso di Sociologia della comunicazione a.a. 2008-09 Prof.ssa Maria Giovanna Onorati da Mind Map: Presentazione generale del corso di  Sociologia della comunicazione  a.a. 2008-09  Prof.ssa Maria Giovanna Onorati

1. Una definizione classica della comunicazione (Lasswell, 1948)

1.1. Chi

1.1.1. Who

1.1.1.1. Comunicatore/Emittente

1.2. Dice cosa

1.2.1. What

1.2.1.1. Messaggio

1.3. A chi

1.3.1. Whom

1.3.1.1. Destinatario/Ricevente

1.4. La scuola di Francoforte

1.5. Attraverso quali canali

1.5.1. Where

1.5.1.1. Canale

1.6. Con quali effetti

1.6.1. What effects

1.6.1.1. Effetti

1.7. Perchè?

1.7.1. Why?

1.8. Limiti

1.8.1. Comunicazione come un percorso a senso unico, senza considerare l'elemento di feedback

2. Implicazioni in una prospettiva pragmatica

2.1. Fattori introdotti dalla prospettiva pragmatica

2.1.1. Razionalità

2.1.2. Ambiente

2.1.3. Vincoli della situazione

2.1.4. Interesse

3. I piani messi in gioco dalla comunicazione

3.1. Contenuto

3.2. Relazione

3.3. Affettivo

4. Introduzione del concetto generale di comunicazione in una prospettiva sociologica

4.1. Focalizzazione del rapporto tra comunicazione e azione sociale

4.2. Riflessione su

4.2.1. I due piani della comunicazione

4.2.1.1. Relazionale

4.2.1.2. Informale

4.2.2. Implicazioni da un punto di vista dell’azione sociale

4.2.2.1. Partecipare

4.2.2.2. Trasmettere

5. La comunicazione nella storia del pensiero sociologico

5.1. Centralità della comunicazione nelle teorie classiche dell’azione sociale

5.1.1. Max Weber

5.1.2. Il rapporto tra comunicazione e comportamento e il suo significato sociale

5.2. Ai 5 interrogativi di Lasswell se ne aggiungono altri inerenti:

5.2.1. Le relazioni sociali

5.2.2. Il contesto situazionale

5.2.3. I sistemi di credenze, valori e norme

5.2.4. Il bagaglio esperenziale

5.2.5. Gli schemi interpretativi e abiti d’azione

5.3. Teoria dell’informazione (Shannon e Weaver, 1949)

5.3.1. Guarda schema

5.3.2. Il modello drammaturgico di Goffman

5.3.3. Emittente (produce un) --> Messaggio (che viene codificato in) --> Segnale ( da apparato trasmittente diventa) --> Segnale trasmesso (da canale fisico verso) -->Ricettore (che riconverte messaggio per) --> Destinatario

5.3.3.1. Criticità: il rimore, cioè la presenza di disturbi lungo il canale che possono danneggiare i segnali

5.4. Le funzioni del discorso in Roman Jakobson

5.4.1. Guarda schema

5.4.2. Gli elementi della comunicazione

5.4.2.1. EMITTENTE

5.4.2.1.1. Funzioni della comunicazione

5.4.2.2. CONTESTO

5.4.2.2.1. Funzioni della comunicazione

5.4.2.3. CONTATTO

5.4.2.3.1. Funzioni della comunicazione

5.4.2.4. MESSAGGIO

5.4.2.4.1. Funzioni della comunicazione

5.4.2.5. CODICE

5.4.2.5.1. Funzioni della comunicazione

5.4.2.6. DESTINATARIO

5.4.2.6.1. Funzioni della comunicazione

5.4.3. NB: Esamineremo esempi di applicazione del modello di Jakobson a forme di comunicazione mediata

5.5. Elementi di Frame Analysis e suoi possibili usi

6. Che tipo di comunicazione prenderemo in considerazione?

6.1. La comunicazione interpersonale tra individui

6.1.1. Comunicazione diretta: il “faccia-a-faccia”

6.1.2. Comunicazione mediata

6.2. La comunicazione mass-mediatica su larga scala

6.3. Comunicazione e conoscenza

6.3.1. Gli schemi cognitivi

6.3.2. Concetti e categorie

6.3.3. Scripts

6.3.4. Plans

7. Aree di studio di un ideale complesso di comunicazione umana

7.1. Sintassi

7.1.1. La trasmissione dell’informazione, ovvero la codifica dei messaggi

7.2. Semantica

7.2.1. Il significato dei simboli che vengono trasmessi nell’interazione comunicativa

7.3. Pragmatica

7.3.1. Studiare la comunicazione nel suo contesto

7.3.1.1. La comunicazione influenza il comportamento

7.3.1.2. Tutto il comportamento è comunicazione

8. I messaggi della comunicazione umana si distinguono in due grandi categorie

8.1. Analogici o corporei

8.1.1. Comunicazione non verbale

8.1.1.1. Relazione

8.1.2. CON I SEGNALI ANALOGICI EMETTIAMO SOPRATTUTTO INFORMAZIONI SULLE INFORMAZIONI

8.1.3. Funzioni dei segni non verbali

8.1.3.1. Prosodica

8.1.3.2. Espressiva

8.1.3.3. Emotivo/affettiva

8.1.3.4. Relazionale

8.1.3.5. Metacomunicativa

8.1.4. Canali della comunicazione analogica

8.1.4.1. La mimica facciale

8.1.4.2. La postura

8.1.4.3. La gestualità

8.1.4.4. La prossemica

8.1.4.4.1. Vedi schema

8.1.4.4.2. La DISTANZA fisica tra noi e gli altri Istituisce anche una distanza simbolica distanza sociale e relazionale Jodorowsky

8.2. Digitali o numerici

8.2.1. Comunicazione verbale

8.2.1.1. Contenuto

8.2.2. CON I SEGNALI DIGITALI EMETTIAMO SOPRATTUTTO INFORMAZIONI

9. La comunicazione mediata

9.1. Teorie delle comunicazioni di massa

9.2. La nascita della communication research e suoi obiettivi

9.2.1. Principali fasi della ricerca sugli effetti dei media

9.2.1.1. Anni ’20 -’40: media onnipotenti (powerful media), in grado di piegare qualsiasi volontà (teoria ipodermica)

9.2.1.2. Anni ’40 -’60: effetti limitati dei media, con la presenza di fattori intervenienti (teoria del flusso a due stadi, usi e gratifcazioni)

9.2.1.3. Anni ’70: ritorno al potere dei media, effetti a lungo termine ( teoria della coltivazione, teoria della spirale del silenzio, teoria dell’agenda setting)

9.3. Teoria critica e ricerca amministrativa: POLEMICA LAZARSFELD /ADORNO

9.4. Studi DELLA PROPAGANDA e loro SFONDO TEORICO

9.4.1. Sull’opinione pubblica (Lippmann)

9.4.2. Sulla scelta politica (Lasswell)

9.5. Modello della persuasione e sfondo teorico (Hovland)

9.6. Teoria degli effetti limitati e sua idea di fondo

9.6.1. Lazarsfeld, Katz, Berelson

9.6.1.1. Two step flow communication

9.7. Audience analysis: USES AND GRATIFICATIONS THEORY

9.8. I Postulati di Fiske

9.9. I Cultural studies

9.9.1. Raymond Williams e il concetto di “flusso”

9.9.2. Hall e la fruizione negoziata

9.10. I powerful media

9.10.1. Teorie

9.10.1.1. La teoria della spirale del silenzio (Elizabeth Noelle Neumann allieva di Lazarsfeld)

9.10.1.2. Agenda-setting(McCombs e Shaw 1972)

9.10.1.3. La Cultivation theory