Giovanni Boccaccio

Questa è la mappa concettuale su Giovanni Boccaccio, di Massullo Massimo

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Giovanni Boccaccio da Mind Map: Giovanni Boccaccio

1. A partire dal 1370 le sue condizioni di salute si aggravarono. Sofferente a causa della scabbia, accettò un ultimo incarico: quello di commentare pubblicamente la Commedia dantesca.

2. Nasce a Certaldo (Toscana) nel 1313, figlio del mercante Boccaccino di Chelino. Nonostante sia illegittimo il padre lo fa studiare a firenze, nella sua prima casa. Si appasiona alla letteratura di Dante di cui ne farà tesoro per tutta la vita.

2.1. Nel 1327 si trasferì a Napoli con tutta la famiglia per motivi lavorativi del padre. Qui si avvicina alla cultura e alla società variopinta napoletana.

2.2. Nel 1340 rientra a Firenze e gli mancherà per sempre Napoli.

2.3. Nel 1360, poi, si ritirò definitivamente a Certaldo dedicandosi principalmente alla scrittura e alla letteratura.

2.3.1. Nel 1348, a causa della peste, perderà il padre e anche suoi molti cari amici e letterati.

3. Muore a Certaldo il 21 dicembre del 1375.

4. Nel 1349, inizia a comporre il Decameron che concluderà nel 1351.

4.1. Il Decameron si può considerare una commedia sociale e una sintesi della società del basso medioevo, in particolare la società mercantile e borghese. Il Decameron, infatti, rappresenta una sintesi delle esperienze vissute dall'autore.

4.2. Il plurilinguismo raggiungono il massimo livello, in quanto vengono impiegati su vasta scala: il Decameron rappresenta livelli sociali diversi.

4.3. Con il Decameron nasce la narrativa moderna: Il genere del racconto moderno, fluido e articolato al tempo stesso.

4.4. Boccaccio mette in evidenza i comportamenti umani e privilegia un'etica laica e mondana, rispetto a quella religiosa. Si tratta, dunque, di una morale aperta: cioè meno rigida e più flessibile, comprensiva delle fragilità umane e incentrata sulla valorizzazione dell'agire di ognuno.

5. È un autodidatta e molto appassionato dei suoi studi, inizia a occuparsi di letteratura e a frequentare la corte angioina.

5.1. Scrive sia in latino che in volgare