educazione multimediale

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educazione multimediale da Mind Map: educazione multimediale

1. Multimedialità

1.1. Combinazione dell'uso della lingua parlata con quella stampata, di testi scritti con le immagini, della musica con il corpo

1.2. Multimedialità oggi ruota intorno all'utilizzo delle più recenti tecnologie audiovisuali e telematiche.

1.2.1. Tecnologie che integrano in un unico mezzo UNA POSTAZIONE MULTIMEDIALE -il computer- queste tre differenti tipologie di media: i mass-media, televisione ; i self-media, il videoregistratore ; i media interpersonali, il telefono e il fax.

2. Multimedialità in ambito educativo:

2.1. FINALITà e POTENZIALITà

2.1.1. Approccio tutoriale all'uso del computer a scuola (teoria dell'istruzione programmata-ambito comportamentista). Il computer è complementare all'insegnante. Percorsi altamente strutturati.

2.1.2. Anni '80. Multimedialità in educazione in chiave cognitivista-sociocostruttivista. Lo studente è al centro, deve poter decidere e strutturare le conoscenze con ampia libertà. Computer =mezzo per favorire l’ interazione sociocognitiva tra pari; utensile per l’espressione e l’organizzazione personale della conoscenza. Amplificatore cognitivo dice Bruner.

2.1.3. Utilizzo degli ipertesti e di internet. Composizione di testi non in modo sequenziale e lineare e possibilità di accedere a informazioni e banche dati tramite internet. Sono grandi potenzialità in ambito educativo che rappresentano i temi di un grande dibattito pedagogico attuale sulla multimedialità

3. Obiettivi generali

3.1. Avviare una fruizione attiva e critica dei messaggi diretti e indiretti.

3.2. Evitare l’omologazione immaginativa e ideativa.

3.3. Sviluppare la creatività.

4. La funzione del testo di mediazione e stabilizzazione viene messa in discussione da un modello i cui diversi livelli di comunicazione (specialistica, didattica, pubblica) si intrecciano continuamente in modo non lineare.

4.1. Sfida: individuare nuove forme di didattica che rinuncino alla pretesa di porsi come "impacchettatori" di sapere " ma accettino rischi e opportunità di offrirsi come strumento per quella navigazione a vista nella "scienza in azione".

5. Lévy-Leblond: "non si può produrre un sapere senza condividerlo, né trasmettere il sapere senza partecipare alla sua produzione"