IAB Seminar Native Advertising #iabnative2015

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IAB Seminar Native Advertising #iabnative2015 da Mind Map: IAB Seminar Native Advertising #iabnative2015

1. Esempio Italiano di Native Advertising (Carrefour)

1.1. SPEAKERS

1.1.1. Paola Sersale - Head of Sales 4w MarketPlace

1.1.2. Samuele Glorioso, Digital Manager Carrefour Italia

1.2. CONTENUTI

1.2.1. Per Carrefour il marketing con i contenuti è fondamentale, perché ti permette di creare relazione

1.2.2. Abbiamo creato una rivista che tramite QR Code rimanda a contenuti online

1.2.2.1. Per creare i contenuti ci appoggiamo ad una agenzia

1.2.2.2. Per la diffusione siamo supportati dal network 2W Marketplace che ci permette di veicolare i contenuti al target profilato che preferiamo

1.2.2.3. Il formato pubblicitario che nella nostra esperienza funziona meglio è la Native Advertising Video + Pubblicità companion (banner di complemento)

2. Native advertising o pubblicità ingannevole?

2.1. SPEAKERS

2.1.1. Luca Bolognini, Avvocato, Founding Partner ICT Legal Consulting, Presidente Istituto Italiano per la Privacy

2.1.2. Guido Scorza, Presidente dell’Istituto per le Politiche dell’Innovazione

2.2. CONTENT

2.2.1. Nella giurisprudenza sulla pubblicità tradizionale è importante che l'utente sia avvertito di quando c'è pubblicità per poter avere un atteggiamento critico nei confronti dell'iperbole pubblicitaria

2.2.2. Bisogna distinguere tra

2.2.2.1. Contenuto pubblicitario

2.2.2.1.1. Basta una evidenziazione grafica

2.2.2.2. Contenuto sponsorizzato (il caro vecchio pubbliredazionale)

2.2.2.2.1. Bisogna chiarire che il contenuto ha uno scopo promozionale

2.2.3. La Native Advertising del futuro si adatterà in modo dinamico

2.2.3.1. Alla grafica del contesto (sito)

2.2.3.2. Ai dati e alla profilazione del cliente

2.2.3.3. Modificando la semantica del messaggio pubblicitario

2.2.4. Per non violare la legge gli editori online devono segnalare in modo chiaro che si tratta di un contenuto pubblicitario scrivendo "Contenuto Sponsorizzato"

2.2.5. Per non sbagliare è importante per gli editori consultare avvocati specializzati nell'utilizzo dei dati prima di iniziare a fare Native Advertising

2.2.6. Dal punto di vista giuridico la Native Advertising può essere trattata come una pubblicità tradizionale

2.2.6.1. Fondamentalmente esistono 3 formati di Native Advertising

2.2.6.1.1. La pubblicità grafica inserita nel contenuto

2.2.6.1.2. L'articolo commissionato che parla bene su commissione di un prodotto o di un'azienda

2.2.6.1.3. Un articolo scritto in autonomia totale ma sponsorizzato da un'azienda

2.2.7. Attenzione al mobile

2.2.7.1. Se la scritta "Articolo sponsorizzato" diventa troppo piccola e leggibile per motivi tecnologici, questo può causare problemi legali.

2.2.8. Un'area tutt'ora inesplorata del Native Advertising è lo User Generated Content Marketing, in cui l'azienda si impossessa di un contenuto o di una preferenza dell'utente e lo mostra a scopo pubblicitario

3. La Native Advertising di Facebook

3.1. SPEAKERS

3.1.1. Luca Colombo, Country Manager Facebook Italia

3.2. CONTENT

3.2.1. Il mondo digitale è sempre più video e mobile

3.2.1.1. 20 milioni di persone utilizzano Facebook, 17 lo usano da mobile

3.2.1.2. Un terzo selle persone che utilizzano Facebook lo fanno solo da mobile

3.2.1.3. Su Facebook è esploso il video anche grazie alla funzionalità di autoplay dei video nel feed

3.2.1.4. Il numero dei video uploadati per persona è cresciuto nell'ultimo anno del 90% in Italia

3.2.2. Strategia Native di Facebook

3.2.2.1. Facebook si è lanciato sul Native quando ha creato una strategia mobile

3.2.2.2. Integriamo le pubblicità nel newsfeed ma con attenzione all'esperienza dell'utente. Per questo facciamo ogni giorno molte survey utente e gli diamo possibilità di eliminare le pubblicità non gradite.

3.2.3. Per fare Marketing con Facebook

3.2.3.1. Il numero dei Mi piace non è di per sé una metrica interessante

3.2.3.2. E' fondamentale definire un obbiettivo di business (visibilità o vendite) e misurarlo su Facebook (reach o sales)

3.2.3.3. I primi 3 secondi del video sono fondamentali per agganciare l'attenzione degli tuenti

4. Editori Online e Native Advertising

4.1. SPEAKERS

4.1.1. Luca Ascani, Chairman Blogo

4.1.2. Carmine Laltrelli, Vortals & Advertising Senior Director Italiaonline

4.1.3. Andrea Santagata, CEO Banzai Media

4.2. CONTENUTI

4.2.1. Alcune aziende chiedono agli editori online non solo di diffondere il contenuto ma anche di crearlo

4.2.2. Gli editori online stanno diventando editori mobile

4.2.2.1. La crescita del tablet si è arrestata, mentre quella mobile continua con +100% annuo

4.2.2.2. La maggior parte della fruizione mobile di contenuti è su browser e non app

4.2.2.3. Il traffico desktop è diminuito e il 20% utilizza adblock

4.2.3. La migliore forma di pubblicità è lo storytelling

4.2.3.1. Fare storytelling aziendale non deve partire dal vertice ma dal basso, raccontando le storie di chi usa il prodotto e di chi lo crea

4.2.4. Per fare Native Advertising con gli editori online gli inserzionisti devono..

4.2.4.1. Fidarsi degli editori sulla parte creativa

4.2.4.2. Affidare tutti gli aspetti del progetto ad un team, tagliando le catene decisionali

4.2.4.3. Esser pronti ad accettare le critiche degli utenti e a gestire le criticità

4.2.5. Lo sviluppo della Native dipende dalla industrializzazione dei processi e dalla standardizzazione dei prodotti

5. Video Native Advertising

5.1. SPEAKER

5.1.1. Marco Imperato, Head of Digital Media Mosaicoon

5.2. CONTENUTI

5.2.1. Il Native advertising rischia di avere un calo di efficacia analogo ai banner

5.2.2. Più che fare pubblicità per conto dei brand è importante aiutare i brand a trasformarsi in media content

5.2.3. I contenuti devono essere prodotti secondo criteri Native, analizzando i dati di performance che devono tenere in considerazione anche KPI come l'engagement o il rapporto investimento/risultato

6. Standard IAB per la Native Advertising

6.1. SPEAKERS

6.1.1. Peter Minnium, Head of Digital Brand Initiatives IAB US

6.1.2. Gabriele Ronchini, Comitato scientifico IAB sul Native Advertising

6.2. CONTENUTI

6.2.1. Cos'è la Native Advertising

6.2.1.1. E' il modo di far uscire la promozione dalla gabbia della pubblicità

6.2.1.2. La confusione a proposito di cosa è la native advertising ne impedisce lo sviluppo

6.2.1.3. La linea di demarcazione tra contenuto editoriale e contenuto pubblicitario non deve essere mai oltrepassata, per questo motivo è necessario essere estremamente trasparenti con l'audience

6.2.1.4. La Native deve essere una forma pubblicitaria "premium" estremamente personalizzata.

6.2.2. Metriche per la Native Advertising

6.2.2.1. Il CTR non è più una metrica valida

6.2.2.2. L'autorevolezza, la rilevanza e la qualità del contenuto sono fondamentali affinché possano veicolare messaggi pubblicitari

6.2.2.3. Il vero KPI è l'engagement

7. Vendere pubblicità online alle PMI

7.1. SPEAKERS

7.1.1. Sabrina Speroni, Responsabile Prodotti Digital Media Seat Pagine Gialle

7.1.2. Francesca Fiore, Membro del Consiglio di Amministrazione Seat Pagine Gialle

7.2. CONTENUTI

7.2.1. Molte PMI sono ancora totalmente a digiuno di pubblicità digitale

7.2.2. SEAT ha creato un'offerta standard di pubblicità "a prova di stupido" che vende un certo numero di visualizzazioni pubblicitarie su Facebook, in un determinato periodo di tempo.

7.2.3. NO alle campagne pubblicitarie CPC per le PMI

7.2.4. Industrializzando il processo di creazione campagne pubblicitarie portiamo alle PMI un'offerta più semplice ed economica della pubbicità tradiziona (volantinaggio, cartellonistica)

7.2.5. Abbiamo creato una app chiamata Facebook Planner che consente di creare una campagna di fronte al cliente

7.2.6. In pratica i clienti su cui punta SEAT PG sono le stesse PMI che facevano solo volantinaggio e cartellonistica ma che ora vogliono fare i fighi al bar con gli amici dicendo che fanno pubblicità su Facebook