L'Italia Post-unitaria

Get Started. It's Free
or sign up with your email address
Rocket clouds
L'Italia Post-unitaria by Mind Map: L'Italia Post-unitaria

1. I problemi

1.1. frammentazione linguistica e analfabetismo

1.2. brigantaggio al Sud

1.3. suffragio molto ridotto

1.4. assenza di codice civile e penale

1.5. non ancora unificata tutta la penisola

2. Destra storica

2.1. 1861-76

2.2. moderati

2.2.1. conservatori

2.2.2. poco aperti agli ideali democratici

2.2.3. latifondisti

2.2.4. puntavano innanzitutto al risanamento economico

2.3. completamento dell'Unità

2.3.1. breccia di porta Pia per conquista di Roma

2.3.2. annessione del Veneto e del Friuli con III G. d'Indipendenza

2.3.3. processo di unificazione linguistica: obbligo di frequentare 2 anni di scuola

2.3.4. i rischi di secessione al Sud vennero stroncati dall'intervento militare (Stato di eccezione)

2.4. ordinamento

2.4.1. stato centralista, non federale

2.4.1.1. si temevano secessioni

2.4.2. adottato il codice Piemontese

2.4.2.1. unificazione amministrativa

2.4.2.2. unificazione legislativa

2.5. economia

2.5.1. unificazione bancaria e monetaria

2.5.2. liberismo

2.5.2.1. crescita dei flussi commerciali ad/verso estero

2.5.2.2. affidamento alla "mano invisibile"

2.5.2.3. assenza di tutela statale

2.5.3. pareggio di bilancio

2.5.3.1. raggiunto con tasse pesantissime

2.5.4. settori

2.5.4.1. primario

2.5.4.1.1. Nord capitalista

2.5.4.1.2. Centro mezzadria

2.5.4.1.3. Sud latifondo

2.5.4.2. secondario

2.5.4.2.1. si inizia a delineare il triangolo industriale; al sud è un settore pressoché nullo, dipendente dall'industria del nord

2.5.4.2.2. costruzione della prima rete ferroviaria

2.5.4.3. terziario

2.5.4.3.1. non sviluppato

2.6. bilancio del governo

2.6.1. Il modello proposto dalla Destra si rivelò troppo pesante e antidemocratico. Nel periodo di contrazione fiscale degli anni '70 il governo passò alla sinistra

3. Sinistra storica

3.1. Promozione dell'industrializzazione

3.1.1. Lo sviluppo di nuovi settori per la rivoluzione industriale e dei trasporti (e di nuove figure professionali, come i banchieri) alimentò il settore secondario

3.1.2. una politica più aperta favorisce l'intervento dello Stato nell'economia

3.1.2.1. esteso anche all'agricoltura, per tutela, vista la crisi alimentare mondiale

3.1.3. sovvenzioni per creare l'industria pesante

3.1.3.1. acciaieria

3.1.3.2. metallurgia

3.1.3.3. centrali elettriche

3.1.4. ampio consenso

3.2. allargamento delle basi sociali

3.2.1. abolita tassa sul macinato

3.2.2. multe a chi non faceva frequentare la scuola

3.2.3. abolito il lavoro minorile e femminile sottopagato, prime tutele antinfortunistiche

3.2.4. ampliamento del suffragio

3.2.5. crescita della coscienza civile; prime associazioni sindacali e socialiste

3.3. politica estera coloniale

3.3.1. ci si muove per conquista di territori e materie prime

3.3.2. contrasti con la Francia per il controllo dell'Africa mediterranea

3.3.3. appoggio di Aus-Ger (Triplice Alleanza)

3.3.4. disfatta di Dogali e fine dell'era Depretis

4. L'era Crispi

4.1. è un moderato conservatore; si ispira al modello autoritario di Bismarck

4.1.1. Primo Ministro, degli Esteri e dell'Interno

4.1.2. revisione dei codici civile e penale

4.1.3. legalizza lo sciopero, reprime i fasci siciliani

4.1.4. reprime le sollevazioni dei partiti di massa (operai e contadini)

4.1.5. politica coloniale fallimentare

4.1.5.1. Dopo Adua, si dimette

4.2. era portavoce della nuova classe altoborghese

5. La questione sociale

5.1. nasce la politica di massa

5.1.1. propaganda locale, costruzione di case del popolo

5.1.2. partiti ben organizzati, PSI in particolare

5.2. socialisti

5.2.1. ispirazione laburista-marxista

5.2.1.1. affiliazione con l'IS

5.2.1.2. create anche in Italia le società di mutuo soccorso

5.2.1.3. vicino ai braccianti e agli operai

5.2.2. all'interno anche comunisti e anarchici

5.2.2.1. corrente riformista e massimalista

5.2.2.2. fondato il PSI nel '92

5.2.3. programma

5.2.3.1. suffragio universale

5.2.3.2. miglioramento delle condizioni lavorative

5.2.3.3. passaggio al socialsimo

5.2.3.4. statalizzazione delle industrie

5.3. cattolici

5.3.1. parte come un movimento per frenare l'ateismo di sinistra

5.3.2. composto principalmente da conservatori

5.3.2.1. ci si appellava a loro per evitare la lotta di classe e ottenere un trattamento "da cristiani" per i lavoratori

5.3.3. Leone XIII spinge per una Chiesa che si occupi del sociale;

5.3.3.1. corrente modernista

5.3.3.2. si forma un movimento (DC) per rappresentare i cattolici in parlamento

5.3.4. partito moderno

5.3.4.1. sindacati

5.3.4.2. casse rurali